Cuore di bimbi: la nostra risposta alle cardiopatie infantili

23 gennaio 2015 di Stefano Oltolini | tag: , , , , , ,

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Seguo il programma Cuore di Bimbi dalla sua nascita, sin dal 2006, e ho partecipato direttamente a 14 missioni in Kazakistan, Uzbekistan, Cambogia, Myanmar, Nepal, Eritrea, Romania. Negli ultimi anni, assieme ai colleghi di Mission Bambini, mi occupo di organizzare in prima persona la logistica delle missioni e definire gli obiettivi per ciascun paese in cui interveniamo.

Cuore di bimbi è da sempre il più efficace contributo di Mission Bambini per la riduzione della mortalità infantile nel mondo, in linea con gli obiettivi di millennio e soprattutto con la missione della nostra Fondazione. Dico questo avendo visto direttamente come gli interventi chirurgici realizzati dai medici volontari che partono per Cuore di Bimbi salvano letteralmente la vita del bambino e gliela trasformano completamente.

Uganda-cuoredibimbi

Cuore di bimbi in Uganda: i medici volontari italiani lavorano fianco a fianco con il team locale ugandese

Interveniamo sul tema delle cardiopatie congenite, cioè le malformazioni cardiache che necessitano di una correzione chirurgica. Nel mondo si stima siano oltre un milione i bambini che ogni anno nascono con un difetto cardiaco, e la metà di essi avrebbe bisogno di un intervento chirurgico correttivo nei primi anni di vita.
Un bambino cardiopatico non operato è destinato ad indebolirsi sempre più. Ha gravi problemi di salute, passa molto del suo tempo in ospedale e obbliga le famiglie a rovinarsi economicamente per trovare le medicine necessarie a prolungare ancora un po’ la sua vita.

Se al contrario viene effettuata una operazione chirurgica in tempo, la maggior parte dei bambini ricomincia ad avere una vita perfettamente normale e le spese della famiglia per i farmaci si azzerano.
Purtroppo l’80% dei bambini cardiopatici nasce in un paese che non ha ospedali né medici sufficientemente preparati per operare il bambino con le moderne tecniche di cardiochirurgia pediatrica.
Che fare quindi?

Mission Bambini ha scelto la strada della formazione e sviluppo delle capacità dei team locali, con l’obiettivo che sia un giorno possibile operare bambini con gravi malformazioni direttamente nel loro Paese.

Dal 2006 invia missioni periodiche di medici volontari italiani che operano i casi più gravi, e contemporaneamente mostrano ai chirurghi locali come intervenire. Missione dopo missione aumenta la complessità dei casi operati e migliorano le capacità tecniche delle équipe locali e di conseguenza il numero dei bambini operati in maniera autonoma.

Ci sono Paesi dove purtroppo non è ancora possibile avviare un programma di formazione, perché mancano del tutto gli ospedali pediatrici o la capacità chirurgica per intervenire sul cuore. È il caso ad esempio dello Zimbabwe, per i cui bambini cardiopatici l’unica speranza è di espatriare e farsi operare all’estero. In tale situazione Mission Bambini dal 2007 copre i costi per portare in Italia 15 bambini cardiopatici all’anno provenienti dallo Zimbabwe ed operati negli ospedali di Bologna e Modena.

Guarda l’intervista a Stefano sul progetto “Cuore di bimbi”: