6 cose necessarie perché un bambino cresca sereno

29 settembre 2016 di Alessia Gilardo | tag: , , , ,

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Bambini viziati, bambini capricciosi, bambini iperstimolati: qual è il confine che separa cosa realmente un bambino ha bisogno e cosa è superfluo o addirittura dannoso?

Facciamo una specie di gioco, soprattutto noi genitori: riflettiamo sull’aggettivo “necessario” e proviamo ad elencare quali cose o aspetti della vita dei nostri figli associamo alla loro crescita serena.
Inizio io: questo è il mio elenco.

1. Stare fisicamente bene

Noi mamme sappiamo bene quanto una semplice febbre può far star male un bambino che si trova in una situazione di forte disagio fisico di cui non ha conoscenza. Inoltre la molla che ci spinge a chiamare subito il pediatra è la consapevolezza che una febbre alta in un bambino piccolo può avere conseguenze anche gravi.
La febbre è solo uno degli esempi di ciò che può indebolire il corpo di un bambino.
Il diritto alla salute è garantito a tutti, ma purtroppo ci sono famiglie che per non solo incuria, ma spesso anche per problemi economici, non riescono a garantire ai propri figli una corretta alimentazione, un’attenta pianificazione di visite di controllo, visite specialistiche necessarie in tempi brevi e l’acquisto di farmaci per le cure.

2. Vivere in un ambiente sereno

Si dice che un bambino è “una spugna”: non solo assorbe parole, modi di fare, abitudini di chi è attorno a lui, ma percepisce fortemente gli stati d’animo delle persone con cui si trova maggiormente a contatto. Chi vive in famiglie in cui sono presenti tensioni di qualsiasi tipo (rapporto di coppia, difficoltà economiche, ansia per il futuro) immagazzinerà negatività e sfiducia.
Un supporto sociale e psicologico alla famiglia è spesso la soluzione per far vivere le giornate del bambino in modo sereno.

3. Stare con suoi coetanei, costruire relazioni

“Nessun uomo è un’isola” e potremmo dire lo stesso per un bambino, un uomo in divenire.
I bambini hanno bisogno di rapportarsi non solo con figure adulte, ma anche con loro coetanei: solo così possono imparare a giocare in gruppo, a condividere oggetti ed esperienze. Anche per questi motivi le strutture degli asili e spazi gioco (luoghi in cui il bambino, accompagnato da un adulto come genitori/nonni/baby-sitter viene guidato da educatori a giocare, svolgere attività ludico/artistiche e trascorrere del tempo con altri bambini) sono importanti e dovrebbero essere facilmente accessibili senza costi elevati che molte famiglie non possono permettersi.

4. Essere stimolato, sperimentare

Quanti giochi hanno i nostri figli? Tanti, spesso troppi: i bambini, dopo un primo entusiasmo iniziale, giocano con i loro 4/5 giochi preferiti o, al contrario, la quantità non permette loro di concentrarsi su nulla e quindi si annoiano in fretta e continuano a chiedere nuovi giochi.
Servono tanti giochi per crescere sereni? Non credo; sono invece necessarie persone che sappiamo stimolare la fantasia, la creatività e anche la conoscenza del mondo rapportandosi con il bambino in modo corretto.

5. Sentirsi valorizzato

Gli studi scientifici ci avvertono che i primi 1000 giorni sono fondamentali per porre le basi di come il bambino crescerà: non solo fisicamente ma anche psicologicamente. E’ già da questo periodo che si inizia a costruire l’autostima del bambino, la sua fiducia verso se stesso e verso chi è con lui. Un semplice “bravo!” al termine della sua attività o una festa di compleanno in cui tutti i suoi legami familiari e di amicizia si ritrovano per fargli trascorrere una giornata speciale, sono momenti di crescita interiore e di serenità che dovrebbero essere vissuti da tutti i bambini.

6. Sognare il futuro

Alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” i bambini danno risposte varie e curiose: dal classico “il pompiere” o “la ballerina” all’astronauta. I bambini ci credono e hanno il diritto di crederci. Man mano che cresceranno avranno sempre più consapevolezza della loro vita futura e devono poter avere la possibilità di credere in qualcosa che li attrae, crederci, e scegliere i percorsi di studio o di vita che li porteranno a raggiungere il loro sogno, professionale o no. Le loro scelte devono essere guidate da desideri e non imposte da adulti o da motivi economici.
Un ragazzo che lascia la scuola precocemente per andare a lavorare perché la famiglia non può permettersi il costo degli studi è felice?

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