A certe emozioni non ci si abitua mai.

4 maggio 2015 di Roberto Bercè | tag: , , , , ,

condividi »

team_1

Roberto Bercè (in alto a sx) con il team

A certe emozioni non ci si abitua mai.
È il mio secondo viaggio in Romania in seguito al Dr. Marianeschi, primario di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Niguarda di Milano, e alla sua equipe.
Lo scopo della missione è di operare 5 bambini provenienti dall’Albania, presso lo Spitalul Monza di Bucarest, una moderna struttura con tecnologie all’avanguardia.
Rivivo le emozioni del mio primo viaggio…l’incontro all’aeroporto con le mamme e bimbi, giunti a Bucarest, dopo un’estenuante viaggio da Tirana, con scalo a Istanbul… i loro visi spauriti, stanchi, mentre stringono i loro bimbi… l’angoscia che li accompagna in questo viaggio della speranza.

Il primo giorno i bimbi vengono sottoposti agli esami di controllo e si programmano gli interventi.
La tensione tra le mamme è altissima.

Si inizia con i primi 2 bimbi…operazioni perfettamente riuscite …le mamme si sciolgono in un pianto liberatorio.

C’è un po’ di apprensione per gli altri 3 bimbi, tutti influenzati, con il rischio di dover rimandare
le operazioni. Fortunatamente per due di loro l’allarme rientra e il giorno successivo vengono operati. Anche per loro intervento riuscito al meglio e le mamme sono un po’ più serene.

Solo per il più grandicello, di 2 anni e 9 mesi, si decide di rimandare l’operazione, in attesa che guarisca bene dalla forma influenzale. La tensione della mamma purtroppo si prolunga, ma sa che è in buone mani.

gruppo-bimbo

Roberto con un bimbo operato e la sua mamma: intervento riuscito!

I bimbi sono in terapia intensiva… stringe il cuore vederli con tutti i tubicini che li avvolgono.
Ma sarà per poco, presto potranno tornare dalle loro mamme.
Il più piccolo, di solo 1 mese, è “una “roccia”, dopo solo un giorno di terapia intensiva riabbraccia la sua mamma, gli altri rimangono un po’ di più ma nei giorni successivi anche loro migliorano e possono tornare dalle mamme.

La sofferenza di questi bimbi, l’angoscia di queste mamme lasciano spazio alla speranza, alla certezza di una loro vita migliore.

La riconoscenza è nel loro sguardo… quando ci salutano alla nostra partenza i loro occhi, i nostri occhi sono lucidi e la voce roca.

A certe emozioni non ci si abitua mai.