Chi sono le nuove famiglie povere

27 settembre 2016 di Alberto Barenghi | tag: , , , ,

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I dati dicono che negli ultimi otto anni le persone che vivono in condizione di povertà assoluta in Italia sono quasi raddoppiate. Ma aldilà dei numeri, chi sono le famiglie povere?

Il criterio del reddito rimane sicuramente in cima alla lista, ma ci sono “povertà” che sono legate solo in parte alla carenza di beni materiali. E spesso sono quelle situazioni che, con il tempo, danneggiano maggiormente i componenti più fragili delle famiglie: i bambini.

Come il racconto del responsabile di un doposcuola di Baranzate, alle porte di Milano, di bambini che arrivati a 3-4 anni di età non sono mai stati visitati da un pediatra, al costo di mettere a rischio la salute per il resto della propria vita.
O ancora, a Scampia, la storia di un bambino, ormai quasi adolescente all’età di 12 anni, che non ha mai frequentato le scuole elementari.
Fino ad arrivare ai casi in cui i bambini vivono in comunità o in affido, perché allontanati dalla famiglia, per incuria, violenze o situazioni che compromettono la sua crescita. E sono quei bambini che poi da giovani hanno necessità di essere accompagnati verso un lavoro, un’abitazione, un’autonomia possibile, spesso dimostrando una capacità di riscatto personale che commuove.

In questi casi viene naturale dare la colpa alle famiglie, ma il resto della comunità (se così si può chiamare) e le istituzioni stanno davvero facendo tutto il necessario per evitare che si verifichino?
Salute, educazione, sono i capisaldi per la crescita di un bambino, da assicurare fin dai primi anni di età. E allora le famiglie povere sono sicuramente quelle che “non arrivano alla fine del mese”, quelle che non possono permettersi di pagare 50 euro per la frequenza mensile del proprio bimbo presso uno spazio gioco. Ma sono anche quelle che non ritengono la scuola fondamentale per la crescita dei propri figli, e dall’esperienza sul campo possiamo assicurare che non sono casi isolati.

La disoccupazione, gli stipendi da fame o la retta troppo elevata del nido che costringe uno dei genitori a rinunciare al lavoro, sono certamente le cause della povertà delle famiglie. Ma la povertà peggiore è quella che colpisce i bambini e il proprio futuro, è quella condizione che, per mancanza o meno di risorse da parte delle famiglie, non offre ai più piccoli l’opportunità di giocare in un parco, di entrare in una biblioteca o di imparare a suonare uno strumento musicale.

In Italia sono più di 1 milione i bambini poveri: intervieni con Mission Bambini nelle nostre città, nelle periferie dimenticate e anche là dove il terremoto rischia di togliere ai bambini il diritto di studiare e tornare a credere nel futuro.