Conosci le adozioni a chilometro zero?

24 marzo 2015 di Lucia Pizzini | tag: , , ,

condividi »

foto 1La crisi in Italia continua a pesare e lo fa in particolare sulle categorie sociali più deboli, tra cui purtroppo i bambini. Non è un grido d’allarme generico, ma fondato su numeri impietosi: nel nostro Paese i minori che vivono in condizione di miseria sono oggi quasi 1 milione e mezzo, contro i 723 mila del 2011 (dati Istat).

E quando si parla di minori, la povertà non è solo economica, ma anche educativa.
Sul fronte della prima infanzia ad esempio, non solo i posti negli asili nido sono pochi, ma anche quando esistono sono sempre più le famiglie in difficoltà che non riescono a far fronte alla retta e alle prime necessità per i loro bambini, come pappe, pannolini e cure.

La povertà in Italia sta cambiando di fatto le priorità di chi sente il bisogno di fare qualcosa per gli altri e accorcia le distanze tra i benefattori e le famiglie in difficoltà. Per questo la Fondazione Missione Bambini, forte di 13 anni di esperienza in 25 Paesi del mondo con le adozioni a distanza, dedica all’Italia il 40% delle proprie risorse.
Dal 2006 Mission Bambini ha contribuito a far nascere o ad ampliare 93 nidi o spazi gioco su tutto il territorio nazionale a favore di 4.200 bambini. Forte di questa esperienza Mission Bambini nel 2013 ha lanciato la formula delle adozioni “in vicinanza”, che anziché sostenere un bimbo nei paesi più poveri come le classiche adozioni a distanza, vanno a beneficio dei bambini che vivono in Italia.

Le adozioni in vicinanza sono nate come progetto pilota in 7 asili nido e spazi gioco in Italia: in 2 anni il nostro impegno si è raddoppiato e oggi grazie all’aiuto di oltre 700 sostenitori sono 186 i bambini adottati in vicinanza in 14 strutture, distribuite in tutta Italia.

I soldi raccolti – spiega Luisa Bruzzolo, Direttore Generale di Mission Bambini – si trasformano in buoni pasto, pannolini, vestiti, latte in polvere, materiale didattico, rette agevolate per chi è più fragile dagli 0 ai 3 anni: sono figli di ragazze madri, di disoccupati, emarginati o immigrati”.

Per saperne di più e conoscere le strutture in cui siamo presenti: adozioneinvicinanza.it

Guarda cosa dicono di noi sulle Adozioni in vicinanza