Cronaca di un’emozione

5 febbraio 2015 di Roberto Bercè | tag: , , , , , ,

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roberto

Roberto Bercè insieme a uno dei bambini operati in Romania

Il mio primo viaggio come volontario di Mission Bambini mi ha portato, insieme ad un altro volontario di Napoli, Davide Pelliccia, ad accompagnare a Bucarest un’equipe di medici per operare 3 bambini gravemente cardiopatici.

Perché Bucarest?
Nella capitale rumena c’è lo Spitalul Monza, un moderno ospedale che fa parte del gruppo Policlinico di Monza. Grazie ad un accordo stipulato con la Fondazione Mission bambini sarà possibile operare, a costi contenuti, 36 bambini provenienti da Albania e Kosovo ( Paesi dove non esistono strutture di cardiochirurgia pediatrica).
La qualità della prestazione è garantita dall’equipe di medici che arrivano dall’Italia e dalle strutture dello Spitalul Monza, decisamente all’avanguardia. 2 bambini sono già stati operati lo scorso autunno, 3 sono stati operati durante questa missione.

In realtà non si è trattato di un’emozione ma di un insieme di emozioni molto forti che ci hanno segnato in modo indelebile. E’ vero, per me Davide era la prima volta e la prima volta ti segna comunque… ma credo che a certi batticuore non ci si abitui mai.

Abbiamo vissuto la tenerezza dei bimbi ( 3 mesi – 6 mesi – 9 mesi), l’angoscia delle mamme, il loro pianto liberatorio quando hanno saputo dell’esito degli interventi.
Abbiamo condiviso con i medici l’esperienza della sala operatoria (e di fronte alla loro grandezza professionale ed umana ti senti piccolo piccolo).
Abbiano riso con i bimbi, e con le mamme, abbiamo giocato con loro, abbiamo pianto con loro… il loro dramma (fortunatamente risoltosi per il meglio) ci ha profondamente unito, ha abbattuto barriere linguistiche e culturali, ha cancellato , se ce ne fossero state, diffidenze e pregiudizi.
Difficilmente la vita ci darà modo reincontrare quelle mamme e quei bimbi ma sono sicuro che noi non li dimenticheremo e loro non ci dimenticheranno.

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Roberto insieme alle mamme e ai bambini presso l’Ospedale Spitalul di Bucarest

Il viaggio della speranza

Io e Davide arriviamo a Bucarest nel primo pomeriggio del 21 gennaio e alla sera andiamo in aeroporto ad accogliere i bimbi con le loro mamme. 2 bambini provenienti dall’Albania e un bimbo dal Kosovo.
Per loro è il viaggio della speranza, nei loro Paesi sono state diagnosticate le malformazioni cardiache, ma l’unico modo per poter salvare loro la vita era farli operare all’estero.
Immaginiamo il dramma di quelle famiglie, che non hanno le possibilità economiche per sostenere il viaggio e l’intervento, che per la prima volta nella loro vita affrontano un tragitto fuori dal loro Paese… le mamme giovanissime, con il loro bimbo piccolo, spaesate, timorose. I papà costretti a rimanere in patria, in attesa di notizie, con l’angoscia della lontananza,
Questi ed altri pensieri ci accompagnano mentre aspettiamo il loro arrivo.
Ed è proprio cosi… 3 mamme giovani , impaurite , fragili…. 3 bimbi splendidi : Juars (3mesi) Florjd (6 mesi) Narti (9 mesi).

L’ospedale

La struttura dello Spitalul Monza e la professionalità dei medici e infermieri rumeni ha tranquillizzato le mamme, hanno capito fin da subito che erano in buone mani.
In attesa dell’arrivo dell’equipe operatoria dall’Italia, il personale rumeno si è dimostrato bravo professionalmente ed umanamente… i bimbi hanno fatto tutti gli esami preparatori… le mamme hanno avuto totale assistenza.
Camerette singole per mamma e bambino, moderne ed efficienti.

sala-operatoria

I dottori si preparano in sala operatoria

L’equipe medica

La sera del 22 gennaio è arrivata tutta l’equipe medica per gli interventi:
Stefano Marianeschi – primario di cardiochirurgia pediatrica presso l’Ospedale Niguarda di Milano
Cosimo Populizio – perfusionista presso l’Ospedale Niguarda
Gabriele Vignati – cardiologo emodinamista presso l’Ospedale Niguarda
Alba Palacios – medico terapia intensiva ospedale di Madrid
Ophelia Diedu – infermiera di terapia intensiva presso clinica Experia di Modena.

Gli interventi

Venerdi 23 gennaio viene operato il primo bambino, Florjd. 3 ore di intervento perfettamente riuscito.
La tensione della mamma si è sciolta in un pianto liberatorio. Fra qualche ora potrà vederlo in sala di terapia intensiva.
Nella stessa giornata Juars, 3 mesi il più piccolo, è sottoposto ad altri esami più approfonditi da parte del dr. Vignati, accertamenti che confermano un quadro clinico piuttosto difficile ed un intervento chirurgico assolutamente indispensabile, ma ad alto rischio, specie post operatorio.
I medici decidono di operare sabato 24 sia Juars, sia Narti il cui intervento è invece considerato meno problematico.
Felici per l’esito dell’operazione di Florjd, siamo invece molto preoccupati per Juars… la sua mamma è
disperata perché i medici le hanno raccontano le difficoltà.
L’angoscia sua si trasmette anche a noi che facciamo di tutto per starle vicino e cercare di tranquillizzarla, anche se non è facile. Anche la sera quando siamo a cena, io e Davide continuiamo a pensare al piccolo Juars.

Sabato mattina il dr. Marianeschi ci chiede se vogliamo assistere all’intervento, decisione non facile, è la prima volta, come sarebbe stato veder operare un bimbo, oltretutto con i problemi che sappiamo??
Decidiamo di assistere, un po’ incoscienti, un po’ desiderosi di aiutare il piccolo Juars, anche se, ovviamente, non possiamo far nulla, ma stargli vicino ci sembra la cosa giusta.
Esperienza incredibile, affascinante… i medici sono fantastici… intervento difficilissimo ma perfettamente riuscito. Adesso andrà monitorato attentamente per qualche giorno in terapia intensiva, ma il primo grande scoglio è superato.

bimba#appiccicami

Aiutaci anche tu: invia un SMS al 45504 e invita i tuoi amici sui social a fare altrettanto usando #Appiccicami e fotografandoti con il cuore blu su un post -it.

La mamma è un po’ più tranquilla… a breve potrà vederlo in terapia intensiva, anche se rimangono un po’ di incognite post operatorie.
Assistiamo anche all’intervento di Narti… qualche momento di tensione durante l’operazione ma riesce perfettamente. Anche lui fra un po’ potrà essere coccolato dalla sua mamma.

I nostri “eroi” sono il dr. Marianeschi e la sua equipe, ben coadiuvati dal chirurgo rumeno, dr. Cotul, dal perfusionista dr. Giurgiu, dall’anestesista dr.ssa Muresan, e dalla dr.ssa Ganea, capo assistente blocco operatorio. Una squadra immensa, altamente professionale, profondamente umana.

La partenza

Sabato pomeriggio io e Davide abbiamo l’aereo di ritorno. I medici si fermano fino a domenica.
Andiamo in terapia intensiva a salutare i bimbi. Florjd, operato venerdì, è sveglio, guarda i cartoni animati, è sereno. Juars e Narti, appena operati, sono ancora sedati, ma stanno bene.
Con un groppo in gola mandiamo un bacetto, augurando loro un grosso in bocca al lupo.
Scendiamo in reparto a salutare le mamme, ci stringono la mano , ci abbracciano forte, gli occhi lucidi… la mamma di Juars non si trattiene e piange silenziosa…. I nostri volti sono rigati….
Lasciarli non è facile.

Nei gg seguenti seguiamo dall’Italia l’evolversi della situazione. Tutto procede per il meglio, i bimbi stanno bene. Anche Juars, seppur tra alti e bassi, si sta riprendendo.

Grazie all’aiuto dell’equipe di intervento, ottimi professionisti e grandi persone, hanno recuperato la loro vita.

Aiutaci a salvare altre vite come quelle di Florjd, Juars e Narti! Fino al 18 febbraio è possibile donare 2 € mandando un sms al 45504 o 2/5 € chiamando da rete fissa il 45504. Aiutaci anche tu!