Ecocardiogramma fetale: perché e quando farla?

13 marzo 2015 di Nadia Assanta | tag: ,

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Il tema delle cardiopatie infantili è molto caro a Mission Bambini, che da anni si occupa di salvare con un’operazione al cuore migliaia di bambini in tutto il mondo, attraverso il programma “Cuore di bimbi”. In alcuni casi le cardiopatie non si sviluppano nel corso della vita o a seguito di malattie, ma dipendono da malformazioni congenite che ci portiamo dietro già prima della nascita.

Per questo nel corso di una gravidanza, può capitare che il ginecologo consigli di fare un’ecordiogramma fetale.

L’ecocardiogramma fetale è una normale ecografia che può essere fatta in gravidanza per studiare l’anatomia, la funzione e del ritmo del cuore del feto.

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Uno dei bambini nati cardiopatici salvati da Mission Bambini nel corso delle missioni all’estero del programma “Cuore di Bimbi”.

In genere il cuore del feto viene valutato dal ginecologo durante l’ecografia morfologica che si effettua intorno alla 20 settimana di gravidanza. Se c’è il sospetto che qualcosa non va bene, l’esame viene ripetuto da un esperto in cardiologia pediatrica.

Anche se ci sono delle condizioni materne o fetali che aumentano il rischio di cardiopatie congenite, è indicato fare questo esame. E’ particolarmente suggerita nei casi di familiarità per cardiopatia congenita, o nel caso di alcune malattie o terapie della mamma o ancora nel caso di altre anomalie riscontrate nel feto e nelle fecondazioni assistite.

Non sempre è possibile vedere bene tutte le strutture in un cuoricino di 1 cm studiato attraverso l’addome della mamma. Molti fattori possono infatti limitare l’esame come il sovrappeso materno, la sfavorevole posizione fetale, poco o troppo liquido amniotico o la scarsa “ecogenicità” dei tessuti. Quindi talvolta occorre ripetere l’esame per avere maggiori informazioni. Il periodo della gravidanza migliore per fare questa indagine è tra la 18 e la 22 settimana .

L’ecocardiogramma fetale permette la diagnosi delle cardiopatie congenite maggiori, ovvero delle anomalie più gravi. In questi casi si programma il parto con le modalità ed i tempi più idonei, in modo da garantire al neonato l’immediata assistenza di specialisti cardiologi e se necessario cardiochirurghi pediatrici.

Il neonato con il cuore malformato, che necessita di un’operazione nei primi giorni di vita, può così essere trattato nelle terapia intensive adeguate ed accompagnato all’intervento nelle migliori condizioni cliniche. L’ecocardiografia fetale permette inoltre di diagnosticare e trattare le aritmie nel feto somministrando farmaci antiaritmici alla mamma che li trasferisce al feto tramite la placenta.