Formazione: benvenuto Dr. Muhoozi

19 settembre 2017 di Alex Gusella | tag: , , ,

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All’Ospedale Niguarda di Milano abbiamo incontrato il Dr. Rwakaryebe Muhoozi, ugandese, arrivato nel nostro Paese nel mese di maggio con una borsa di studio della durata di un anno, finanziata da Mission Bambini in collaborazione con l’International Heart School di Bergamo. Terminato il periodo di formazione, rientrerà in Uganda: potrà finalmente operare i bambini cardiopatici nati nel suo Paese.

Chi è il Dr. Muhoozi?

Il Dr. Muhoozi ha 35 anni e viene dall’Uganda, dove lavora come cardiochirurgo presso l’Uganda Heart Institute, che fa parte del Mulago Hospital di Kampala: un Istituto pubblico gestito dal Ministero della Salute ugandese. “Ora sono in Italia – ci racconta – per un periodo di formazione presso l’Ospedale Niguarda di Milano, grazie alla borsa di studio messa a disposizione da Mission Bambini. Il mio obiettivo è specializzarmi in cardiochirurgia pediatrica”.

Perché è importante la sua formazione?

Se un bambino nasce cardiopatico in Uganda, che possibilità ha di essere curato? “Siamo in grado di operare i casi meno complessi – risponde il Dr. Muhoozi. Ma i bambini che sono affetti da una grave cardiopatia devono andare all’estero, in Paesi dove la cardiochirurgia pediatrica è ad un livello più avanzato… come ad esempio l’India. Oppure devono aspettare che dall’estero arrivi una missione di medici volontari, come quelle organizzate da Mission Bambini nel nostro ospedale. Una fortuna che pochissimi bambini hanno”.

Le missioni dei medici volontari

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Il Dr. Marianeschi durante la missione in Uganda del 2015, alle sue spalle il Dr. Muhoozi.

Proprio durante una delle missioni organizzate da Mission Bambini in Uganda nell’ambito del Programma “Cuore di bimbi”, il Dr. Muhoozi conosce la Fondazione: “Vedendo la grande professionalità dei medici italiani – continua – decisi di propormi al Dr. Stefano Marianeschi che aveva il ruolo di coordinatore, per chiedere la possibilità di un training in Italia. Ed ora eccomi qui, a vivere questa grande opportunità”. Quali sono i suoi piani per il futuro? “Sono molto fiducioso: terminata la formazione tornerò a casa e sarò finalmente in grado di operare in autonomia i bambini gravemente cardiopatici che nascono nel mio Paese. Intervenire sul piccolo cuore di un bambino è molto più difficile di quanto sia farlo sul cuore di un adulto, per questo è necessario per me questo periodo di formazione”.

La scelta di fare il medico

Il futuro professionale del Dr. Muhoozi poggia su una solida motivazione. “Ho scelto questa professione – ci racconta ancora – per aiutare gli altri, per curare chi ha bisogno. All’Università, che ho frequentato in Uganda, la specializzazione che ho sentito più affine è stata quella in cardiochirurgia. Dopo essermi laureato, ho perfezionato gli studi a Cuba e poi in Cina”. Una solida motivazione che fa accettare anche grandi sacrifici: “Sono sposato – ci confida il Dr. Muhoozi – e ho una bambina di 5 anni. Anche mia moglie lavora all’estero e nostra figlia è affidata alle cure della nonna, mia madre. Non è facile avere entrambi i genitori lontani, ma nostra figlia ha capito che stiamo facendo questo sacrificio ora per un bene maggiore domani. Un bene maggiore non solo per la nostra famiglia, ma anche per tante famiglie del nostro Paese che finalmente potranno vedere i propri figli curati se nascono con una malattia al cuore”.

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Il Dr. Marianeschi e il Dr. Muhoozi insieme al Niguarda di Milano.

Un tutor d’eccezione

Le parole del Dr. Stefano Marianeschi – che al Niguarda è Responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica ed è tutor del Dr. Muhoozi, oltre che Coordinatore Scientifico di Cuore di bimbi per Mission Bambini – ci confermano l’ottima impressione fattaci dal medico ugandese: “Si sta impegnando molto e si è integrato bene con tutto lo staff. Entra in sala operatoria con me tutti i giorni che opero un bambino, per assistermi durante gli interventi. Sta affinando la sua tecnica e si vedono già i primi progressi”.

La formazione: l’arma vincente

“Non è la prima borsa di studio che finanziamo per un medico di un Paese dove la cardiochirurgia pediatrica non è sviluppata – spiega Goffredo Modena, Presidente di Mission Bambini. Anzi, la nostra volontà è quella di investire sempre più in questa direzione. La formazione è l’arma vincente e ci permetterà di far crescere in modo esponenziale il numero di vite salvate grazie al nostro Programma Cuore di bimbi, non solo in Uganda ma in tanti altri Paesi”.

Cuore di bimbi: un aiuto subito

Il Programma “Cuore di bimbi” guarda lontano: l’obiettivo di breve termine è salvare tante vite in pericolo, ma nel medio/lungo termine vogliamo mettere in grado i medici locali di operare in autonomia i bambini malati. Per questo è cruciale la formazione, sia durante le missioni dei medici volontari all’estero sia dando l’opportunità ai medici stranieri di venire a formarsi in Italia. Aiutaci anche tu: scopri come sostenere il Programma “Cuore di bimbi”.