Gli angeli in volo…

9 febbraio 2015 di Davide Pelliccia | tag: , ,

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Davide insieme a uno dei 3 piccoli pazienti, operati e salvati nel corso della missione in Romania

Mercoledì, ore 6:40 del 21.01.2015 la missione “Cuore di bimbi in Romania” ha inizio… sono in volo è già penso alle mamme con bimbi Albanesi/kosovari che stasera incontrerò …”le loro speranze si stanno avverando”… sono emozionato dal solo pensiero!

Prima di recarci all’incontro in aeroporto, ci fermiamo all’ospedale per conoscere il direttore Luca M. e i medici del reparto cardiologia, l’accoglienza è veramente familiare, ci mettono al nostro agio spiegandoci che per qualsiasi evenienza possiamo contare su di loro!

Ore 20:05 Aeroporto Bucarest eccoli arrivare, avvolti come fagottini, in mantelle di lana colorata, Aldo* Giovanni* e Giacomo*, non sono i fortunati comici, ma gli sfortunati bimbi che vanno incontro alla speranza da realizzare in una vita migliore! Le mamme “le tre Marie al sepolcro” sul loro volto si legge la speranza mista a stanchezza, ci salutano con caloroso abbraccio, è non tarda ad arrivare il nodo alla gola dall’emozione, in quest’abbraccio si legge la paura mischiata alla gioia, vedono in noi, volontari di Mission Bambini, la realizzazione della loro speranza!

 

Giovedì, ore 09:00 del 22.01.2015: siamo in ospedale, i “piccoli guerrieri” (come li chiama una mamma provata dalla sofferenza di avere un figlio malato) hanno già sostenuto gli esami pre-operatori, le mamme con le lacrime del dolore che solcano i loro visi, firmano le autorizzazioni necessarie per l’operazione dei loro “guerrieri”!

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Ecco il team medico al completo insieme a Davide (il primo a destra) e a Roberto Bercè (il primo a sinistra), che come lui ha accompagnato da volontario la missione in Romania

Tutto il nostro conforto arriva a loro tramite semplici strette di mano, poche parole si riescono a scambiare, visto che parlano solo albanese e poche parole in italiano. Si passa tutto il pomeriggio con loro, cercando di far passare il tempo tiranno! Nel tardo pomeriggio si ritorna in hotel, dove ci aspetta una bella “doccia scarica stress!”

Bucarest è una città caotica, per tutta la nostra permanenza è avvolta da nebbia fitta, molta umidità e pioggerellina.

Venerdì ore 01:00 del 23.01.2015: atterra anche l’aereo dei musicisti, si! Così li voglio definire… orchestranti! Un equipe di medici che usano le loro ferie per dare il ritmo ai cuoricini nati “stonati”!

Appuntamento alle ore 8 in ospedale, pronti per il primo concerto… alla preparazione degli strumenti (bisturi e forbici), una brava infermiera rumena; alla “batteria” perché usa la macchina cuore-polmoni a ritmo di “tamburo e piatti”, il mitico, simpaticissimo dott. Cosimo P. perfusionista per eccellenza!

Ai “bassi e chitarra” perché prima: addormenta, durante: stabilizza e post-operatorio: risveglia i piccoli pazienti; ci sono la spagnola Alba Palacios e la rumena, adottata dalla Emilia Romagna, Ofelia Dediu che con la loro esperienza svegliarsi in sala rianimazione è come ascoltare una musica piacevole.

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Il dott. Stefano Marianeschi all’opera

Non può mancare chi di questa infallibile, generosa, competente, brava, bella e volontaria orchestra dirige con sublime capacità e umiltà con bisturi forbici e aghi, Lui, Il Solo, il più capace: dottore Stefano Marianeschi chirurgo cardiologo infantile per eccellenza! Come ben sappiamo, i migliori direttori d’orchestra senza la partitura non possono orchestrare… chi meglio di lui può dare la giusta melodia alle note ritmate del loro “pentagramma” corpicino se non i bimbi cardiopatici: il più “anziano” ha solo otto mesi, il più “giovane” 3 mesi, con i loro occhioni guardano incuriositi il bianco delle pareti della sala operatoria, tutto è pronto, nello sguardo delle mamme si respira l’ansia, ma allo stesso tempo la gioia di realizzare il loro sogno di vita: vedere crescere i loro figli come tutti gli altri bimbi sani al mondo!!!

Il primo a entrare in sala operatoria è il piccolo Giovanni, biondo con uno sguardo “felino”, guarda tutto ciò che gira intorno a lui, senza mai lasciare le braccia della mamma.

Dopo il primo intervento si comincia a fare spola tra il reparto, dove vedi le mamme in ansia di risposte positive, e sala rianimazione, dove si guardano e ascolta il bip delle macchine alle quali sono collegati i piccoli “guerrieri”.

Anche il venerdì 23 volge al termine, il piccolo Giovanni, oggi per la prima notte dorme lontano dal calore della mamma e sarà coccolato dal bip della macchina respiratoria… forza Giovanni facciamo tutti il tifo per TE!!!!

Sabato ore 08:00 del 24.01.2015, sotto a chi tocca?!?... Tocca a Giacomo, dal ciuffo “rocchettaro” e paffutello subito colpisce la simpatia di tutti, anche perché è il più piccolo del trio, un bimbo che in due giorni non ha mai pianto o lamentatosi di tutti gli aghi che hanno punto il suo candido corpicino.

9Con lui tocca anche a me, il chirurgo mi chiama in sala operatoria perché vuole che viva fino in fondo la missione di “Cuore di bimbi”! Mi preparo come tutti gli altri operatori della sala operatoria, la preparazione di essa è fatta con precisione e professionalità, nulla viene lasciato al caso.

L’orchestra è pronta, la partitura “paziente” viene aperta dal direttore è la musica parte… io fermo in un angolo, osservo tutti che si muovono come dei ballerini danzanti; vedere un cuore fermarsi, ma il corpo sempre in vita, grazie alla macchina cuore-polmone, e poi ripartire, è la parte dell’operazione più “affascinante”, durante l’intervento le mie dita sono incrociate, il cuore mi batte forte è l’emozione gira velocemente provocandomi brividi freddi in tutto il corpo! Dopo quattro ore l’intervento volge al termine, il chirurgo mi avvicina è mi comunica che l’intervento è terminato senza complicanze, tutti soddisfatti, sul suo volto compare un sorriso naturale, altrettanto naturale e spontaneo è l’abbraccio al dottore che ringrazio di cuore del suo operato!

Mentre Giacomo è trasferito in rianimazione, dove ci sono ad aspettarlo le instancabili: Alba e Ofelia, viene portato in sala operatoria Aldo, il più grande della comitiva, un bimbo solare, che già comincia ad interagire con gli adulti, tramite i suoi richiami vocali e movimenti di braccia e mani; bimbo molto curioso, qualsiasi cosa vede muoversi vuole toccare, dorme poco e solo vicino alla mamma.

Si ricomincia, il chirurgo Marianeschi con la sua equipe, rientra dopo poco soli pochi minuti di pausa in sala per ridare una nuova vita anche al piccolo Aldo. Anche quest’operazione dura circa quattro ore, anch’io sono presente, faccio fatica solo ad assistere al secondo intervento, ed ecco che penso e capisco cosa vuol dire donare la propria vita, il proprio tempo, la propria famiglia al prossimo! Queste persone sono loro, i medici volontari di Mission Bambini, che vivono per gli altri, allora qui bisogna alzarsi in piedi e poi chinarsi alla loro umiltà e generosità! Bisogna gridarlo ai quattro venti che esistono persone che fanno della loro vita un viaggio di speranza per il più debole.

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Il piccolo “rocchettaro” del gruppo!

Anche Aldo è trasferito in sala intensiva, dove sarà curato come un angelo dai suoi custodi.

Il mio viaggio volge a termine, si salutano tutti con abbracci e con la ripromessa di rivedersi, foto di rito e via all’aeroporto.

Durante il viaggio di rientro la mia mente è un fiume in piena di pensieri positivi ed emozionanti: penso ai “piccoli guerrieri” come saranno da grande e se le mamme racconteranno questo viaggio della speranza, terminatosi positivamente.

Voglio chiudere il diario con dei ringraziamenti:

UN GRAZIE alla Fondazione Mission Bambini che mi ha dato la possibilità di vivere un’esperienza di vita unica!

UN GRAZIE ai medici che con grande professionalità e dedizione usano il loro tempo per salvare vite umane e di avermi fatto vivere l’esperienza della sala operatoria!

UN GRAZIE alle tre mamme e figli che con il loro dolore nella malattia hanno contribuito a farmi capire che la vita è un dono prezioso che non deve essere sprecato a perseguire valori futili!

UN GRAZIE e non solo grazie, ma con tanta stima, al mio compagno di viaggio, l’ambasciatore Roberto Bercè, una persona speciale, sensibile, paternale e simpatica che con la sua saggezza ha reso il mio viaggio INDIMENTICABILE!

* Ho preferito usare nomi di fantasia.