I sogni che vogliamo realizzare

22 settembre 2016 di Alex Gusella | tag: , , , ,

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Virginia vive a Novara. È arrivata al nido all’età di due anni, accompagnata dalla mamma. All’inizio era timida e diffidente verso gli adulti, impacciata con gli altri bambini. Alle spalle una situazione familiare difficile: i genitori sono separati e il papà, che svolge lavori saltuari, contribuisce solo con alcuni generi alimentari al mantenimento della figlia. La bambina abita con la mamma a casa della nonna. Grazie al nido, la mamma ha potuto iniziare un periodo di prova come impiegata e spera in un’assunzione a tempo indeterminato. La bambina, dopo pochi giorni di nido ha cominciato a sorridere e partecipare alle attività: sta uscendo dal suo riserbo e c’è la speranza che questi siano per lei e la sua mamma i primi passi verso un futuro migliore.

Carlo ti guarda timido, con i suoi grandi occhi scuri. Vive a Lecce. Ha quasi 2 anni, ma gli risulta difficile articolare parole anche semplici: pronuncia un solo suono, simile alla parola BAU BAU per indicare qualsiasi cosa. Al nido evita di stare con gli altri bambini, gioca spesso da solo mantenendo le distanze e piangendo. I genitori, entrambi 35enni, fino all’anno scorso vivevano del lavoro part-time del padre. Dopo l’iscrizione del bimbo al nido, anche la madre ha iniziato a lavorare come insegnante ma il padre, poco dopo, ha perso l’impiego. Meno di un mese fa è stato inserito nuovamente in un’azienda, come magazziniere. Carlo comincia da qualche settimana a essere più sereno: grazie al racconto di storie, ha iniziato a condividere spazi comuni e momenti socializzanti con i suoi compagni, attratto dall’enfasi utilizzata nel racconto.

“Porta tua figlia al nido, vedrai, si troverà benissimo”, dice la Direttrice. “Ma io non posso pagare”, risponde la mamma di Sara. “Non ti ho chiesto soldi, ti ho chiesto di portare Sara nella nostra scuola, perché le vogliamo bene”, aggiunge la Direttrice. Siamo in Sardegna, a Macomer. Le due donne si conoscono da tempo: la mamma di Sara anni fa aveva iscritto il primo figlio al nido, salvo ritirarlo dopo pochi mesi perché non poteva più pagare la retta e si vergognava di chiedere aiuto alla Direttrice. Il marito è un manovale e lavora saltuariamente, lei è una casalinga e ogni tanto svolge qualche piccolo lavoretto presso alcune famiglie della zona. Grazie alle insistenze della Direttrice, la storia di Sara sarà diversa da quella del fratello: ha cominciato a frequentare il nido, dove è ben inserita e sta crescendo serena e amata da tutte le educatrici.

Queste sono solo alcune delle storie che raccogliamo ogni giorno nei 100 nidi che sosteniamo in tutta Italia. Storie che raccontano un’Italia sempre più povera: come documentato dall’ultimo Report dell’Istat (luglio 2016), più di 1 milione e 500 mila famiglie vivono in povertà assoluta, per un totale di 1 milione di minori. Aiutaci anche tu ad alimentare la speranza, sosteniamo insieme le famiglie di bambini come Virginia, Carlo e Sara per offrire loro un presente e un futuro sereni.

La povertà in Italia*
– le famiglie povere: 1,5 milioni
– i minori poveri: 1 milione, pari al 10% del totale dei minori (nel 2005 erano il 3,9%)
– la soglia minima: una famiglia di 2 adulti e 2 bambini di età 0-3 anni vive in povertà assoluta se in 1 mese non può spendere per tutte le sue necessità almeno 1.370 euro al Nord, 1.290 euro al Centro, 1.060 euro al Sud

* dati Istat, luglio 2016

In Italia sono più di 1 milione i bambini poveri: intervieni con Mission Bambini nelle nostre città, nelle periferie dimenticate e anche là dove il terremoto rischia di togliere ai bambini il diritto di studiare e tornare a credere nel futuro.