In Brasile tra giochi, sorrisi, pianti, lavori agricoli

17 settembre 2015 di Redazione | tag: , , , ,

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Volontari-Brasile3 volontari (2 ragazze piene di energia e voglia di fare e un agronomo molto competente) sono stati in visita del progetto “Centro Assant” ad Aracuai, in Brasile. Al loro ritorno hanno condiviso con noi i loro racconti:

Qui le giornate passano molto lentamente e non sono mai uguali.
Ogni mattina ti alzi e non sai mai cosa succederà. Il suono della voce dei piccoli è la sveglia, i loro sorrisi e gli abbracci sono la giusta e fondamentale energia che serve per affrontare tutto. Qui ci si avvicina alla loro triste realtà con la mente e con il corpo. Lavori insieme ai grandi quella terra che ospita i loro passi, i loro frutti, le loro speranze. Passi dei momenti unici con quei piccini a cui hanno violato l’infanzia. Asciughi lacrime, accendi sorrisi, giochi come un bambino e l’emozione più grande è sentire che ci sei, consapevole di sapere di non poter cambiare il mondo a nessuno di loro ma certo di rendere migliore un piccolissimo momento della loro vita.
E’ seriamente meraviglioso condividere tutte queste emozioni con persone bellissime che si impegnano e faticano per aspirare a quella felicità così nascosta e quasi incredibile da ottenere.
Consiglierei a tutti di fare questo percorso completo di tutto.
Aiutando chi ha davvero bisogno, alla fine, aiuti sempre anche te ad essere migliore.
Azzurra Gelli

Sono trascorse appena 2 settimane dal rientro dal Brasile… ma il cuore è pieno di tutte le emozioni vissute… difficile tornare alla realtà ed alle nostre “futili” preoccupazioni quotidiane quando hai conosciuto realtà disarmanti dietro ad innocenti occhi che continuano a giocare e sorridere come niente li avesse mai toccati… perché i bambini sono proprio così, belli e puri… è la loro natura. Peccato che quelle dure situazioni che hanno dovuto subìre hanno inevitabilmente intaccato parte fondamentale della loro essenza vitale, proprio la loro tenera età… e gli strascichi li porteranno sempre e per sempre dentro di loro, troppo spesso purtroppo anche fuori… qualcuno con evidenti segni indelebili sul loro corpicino come fossero tatuaggi, altri con segni meno evidenti all’esterno ma altrettanto, se non peggio, traumatici a livello psicologico. Ogni bimbo incontrato mostrava atteggiamenti ambigui, ma tutti con una grande richiesta di amore e protezione celati dietro arroganza, dispetti, debolezza, isterici ed incessanti pianti… Inevitabile non provare questo nodo in gola che sale anche ora che li ripenso… Questo viaggio mi ha mostrato un lato di Brasile in cui tanti genitori con molta, anzi troppa facilità, riesce ad abbandonare i propri figli in ogni senso… e soprattutto sottoporli a violenze gratuite; un Brasile dove prostituzione e droga la fanno da padrone, persino su creature innocenti che invece di avere la protezione hanno i peggior nemici proprio nella figura dei loro genitori, le persone che dovrebbero dar loro sicurezza e fiducia. Porto dentro di me i sorrisi (ed anche i pianti incessanti!!!) di tutti i bimbi… ognuno con la propria immagine, ognuno con il proprio timbro di voce, ognuno con il proprio modo di camminare, di mangiare, di cercare attenzione… Li porto con me, dentro e fuori dì me ogni momento… perché ci si accorge di quanto certe esperienze ci toccano e ci maturano solo quando ti accorgi inaspettatamente e naturalmente che nella vita di tutti i giorni reagisci diversamente da come hai fatto fino a poco tempo fa…
Monica Silvestri

Le colture industriali sono alla base dell’alimentazione di tutti gli ospiti della struttura, io ho cercato di aiutarli osservando i loro metodi di lavorazione per vedere come si poteva risparmiare tempo e incrementare la produttività.
Prima cosa ho fatto bruciare tutti i residui di erbe e ho fatto raccogliere tutti i tubi avanzati e sparpagliati, in modo che il campo fosse libero e pulito.
Seconda cosa abbiamo aggiustato il motocoltivatore fermo da 4 anni per lavorare la terra più velocemente e in modo più omogeneo ed infine abbiamo trapiantato pomodori e seminato meloni per diversificare le colture industriali e aumentare l’offerta degli ortaggi da vendere e trasformare.
I pomodori e meloni sono stati dotati di un impianto di irrigazione a goccia appoggiato al suolo in modo che non disperda acqua e favorisca la formazione di malattie sulla chioma delle piante.

Infine io e Rocco (referente del progetto, ndr) abbiamo deciso di ridistribuire le colture in azienda in modo da sfruttare al meglio l’area esterne, più precisamente abbiamo deciso di ridurre i fruttiferi e di ampliare le colture industriali e di aggiungere alla sola aggiunta di letame nel terreno anche del concime chimico per aumentare la produzione. Il mais ha subito anche un cambiamento nella densità di impianto: abbiamo aumentato le piante sulla fila e distanziato le file per poter lo sarchiare (lavorare col moto coltivatore la terra ed eliminare le erbacce).

Spero sia sufficiente, comunque il mio lavoro puntava soprattutto a ridurre i tempi di lavorazione che prima del mio arrivo erano tutte fatte a mano. Il tempo è stato tiranno ma con i dovuti tempi e fondi si potrebbe fare di più ….. sarà forse per il prossimo anno!!!!!
Diego Ballabio