Insieme produciamo caffè in Uganda!

8 aprile 2016 di | tag: , , , ,

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Maria Uganda caffè riunione

Maria Torelli di Mission Bambini in riunione con i produttori di caffè in Uganda

“Per fare tutto ci vuole un fiore”, così recitava una nota canzone di Sergio Endrigo che si adatta perfettamente alla realtà del progetto “Agro ecologia, Imprenditoria e Sviluppo Sociale (AISS)” che Fondazione Mission Bambini sta realizzando in Uganda in partenariato con Insieme Si Può e Insieme Si Può Uganda, con il contributo di Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Comune di Milano (attraverso il bando Nutrire il Pianeta) e Fondazione Umano Progresso.
Tutto nasce da piccoli fiorellini (bianchi e carnosi per il caffè, gialli a forma di stella per i pomodorini) che, grazie alle attenzioni dei contadini locali, si trasformano in frutti che, a loro volta, attraverso la vendita, si trasformano in fondi che vengono utilizzati per progetti sociali.

Come? Facciamo un passo alla volta. Da un seme di caffè (che, come dice la canzone, viene da un frutto nato da un fiore) si sviluppa una plantula di caffè che, dopo un certo tempo, diventa una vera e propria pianta di caffè, una delle colture principali usate in Uganda come cash crop (ossia un prodotto che si coltiva per il suo valore economico sul mercato e non per l’autoconsumo). Circa 1000 contadini poveri hanno ricevuto ciascuno 100 plantule per sostituire alcune delle loro piante di caffè che erano troppo vecchie o malate. Sono stati inoltre formati sulle tecniche agronomiche migliori per avere un buon raccolto sia in termini di qualità che di quantità e hanno ricevuto dei teloni su cui fare essiccare il caffè senza che si sporchi. Una volta che le drupe sono diventate rosse e quindi mature, il caffè di migliore qualità prodotto è stato venduto a un prezzo superiore a quello dello scorso anno, cosa che ha aumentato il reddito dei contadini migliorando le condizioni di vita dei loro figli e nipoti.

Maria Uganda serra

Maria Torelli di Mission Bambini nelle serre di ortaggi in Uganda

Da un fiore giallo stellato invece, a poco a poco, grazie alla protezione delle serre acquistate nell’ambito del progetto e al lavoro costante dei contadini, si sviluppano pomodorini ciliegini. Le serre sono state costruite sul terreno di proprietà di 5 organizzazioni non profit locali che vendono i prodotti coltivati (pomodorini, pomodori e peperoni per il momento) e possono così migliorare la loro auto-sostenibilità per la realizzazione di progetti sociali. Così si può ragionevolmente dire che da questi fiori non sono nati solo ottimi vegetali ma anche banchi su cui i bambini possono studiare e imparare, tavoli da lavoro per i ragazzi dei corsi di formazione professionale, letti per i bambini disabili e tanto altro ancora. E quel che è ancora più importante è che la produzione continuerà in autonomia e quindi ad ogni raccolto si potranno ottenere ulteriori risultati sul piano sociale che contribuiranno allo sviluppo integrale di alcune comunità periurbane di Kampala anche dopo la fine del progetto.

Maria Torelli, dall’Uganda