Io aiuto i bambini in Italia perché…

20 settembre 2016 di Gianluca D’Elia | tag: , , , ,

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Oggi voglio lanciarvi una sfida.
Esiste una nazione nella ricca Europa in cui un bambino su dieci non riesce a mangiare a sufficienza, non ha vestiti o scarpe adeguati.
Avete letto bene, ho detto “adeguati” e non “alla moda”.
In questa nazione le famiglie hanno serie difficoltà a pagare le rette scolastiche degli asili nido oppure le rette della mensa.
Queste stesse famiglie hanno difficoltà ad acquistare persino pannolini e prodotti per l’igiene; naturalmente per queste famiglie l’acquisto dei libri scolastici o di materiale per le attività educative è quasi una missione impossibile.
Ed un bambino o ragazzo che abbandona la scuola sarà un uomo che probabilmente vivrà un futuro difficile.

I bambini di questa nazione che vivono questa situazione di forte difficoltà sono circa un milione.
Per raggiungere questa nazione non serve salire su di un aereo o su di un treno.
Per venire in contatto con questo disagio non serve fare un viaggio in auto.
Basta aprire la porta della propria abitazione.
Ed aprire gli occhi osservando la realtà che ci circonda.
Questa nazione è l’Italia.

Potete non crederci, potete rileggere la prima parte dell’articolo, ma la realtà non cambia: sto parlando dell’Italia.
Cosa possiamo fare?
Io ho deciso di agire aiutando Mission Bambini ad aiutare i bambini e le famiglie in difficoltà.
Come? Semplicemente partecipando alle varie iniziative come il Banco per l’infanzia, facendo conoscere a parenti ed amici le molteplici attività della Fondazione; altri volontari partecipano ai Campi estivi, organizzano eventi per la raccolta fondi oppure sostengono economicamente gruppi di bambini in Italia con le adozioni di vicinanza…
Noi abbiamo aperto la porta di casa nostra ed abbiamo iniziato a vedere le difficoltà dei bambini e delle famiglie che ci circondano.

Talvolta non è facile individuare le famiglie on difficoltà: un senso di vergogna e di rassegnazione spesso, troppo spesso, impediscono alle famiglie in difficoltà di chiedere aiuto.
Ma gli occhi dei bambini non mentono.
Sono gli stessi occhi dei bambini in difficoltà di tutto il mondo.
Un bambino in difficoltà è una speranza che non sboccia.
Un bambino in difficoltà è un piccolo fallimento per ogni essere umano.
Ma se tutti noi, insieme, riusciamo a far sorridere un bambino e la sua famiglia, ecco che una luce in più brillerà nel futuro.
Non importa di quale nazione stiamo parlando.
Non importa il colore della pelle, l’etnia o la religione.
Importa solo trasformare il “presente” di questi bambini in “futuro”….

All’inizio avevo parlato di una sfida.
Vi sfido ad aprire la porta di casa.
Vi sfido ad aiutarci ad aiutare i bambini.
Vi sfido a scrivere, in un futuro prossimo, una lettera che inizi con “aiuto i bambini in Italia perché…”

Luca

In Italia sono più di 1 milione i bambini poveri: intervieni con Mission Bambini nelle nostre città, nelle periferie dimenticate e anche là dove il terremoto rischia di togliere ai bambini il diritto di studiare e tornare a credere nel futuro.