Io, volontario da anni, ancora mi stupisco

28 aprile 2015 di Gianluca D’Elia | tag: ,

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Lo so, non dovrei essere preoccupato: da anni prendo parte agli eventi di piazza della Fondazione, da un paio di anni mi occupo del banchetto di Vimercate in occasione delle Piazze del Cuore e l’anno scorso ho vissuto la prima edizione del Banco per l’infanzia.

Allora perché mi sono agitato quando ho ricevuto la telefonata con cui veniva chiesta la mia disponibilità? Non lo so.

Compatibilmente con gli impegni di lavoro ho chiesto agli amici ed ai volontari conosciuti in occasione dei precedenti eventi di darmi una mano in questa nuova avventura: difficile raccontare la felicità ad ogni nuova adesione ed il dispiacere nel sapere che alcune persone che ho conosciuto in passato sono state assegnate ad altri punti vendita.

Nei giorni precedenti l’evento mi preoccupo di riuscire a coprire tutti i turni del fine settimana, cerco di fornire tutte le info ai volontari che vivono questa esperienza per la prima volta…. mille pensieri mi vengono in mente, cento volte rileggo il “manuale per il responsabile”, so che decine di cose mi sfuggono…
Poi arriva il giorno fatidico.

E tutto, quasi per magia, va a posto.

Banchetto_250px

Luca nello store Prénatal durante il Banco per l’Infanzia

Basta entrare nello store e ritrovare i visi conosciuti del personale Prenatal, basta stringere la mano alla volontaria che vedo per la prima volta e tutto è in discesa: riesco con naturalezza a fermare la gente , a spiegare con parole semplici e vere COSA siamo facendo….
La gente, poi, ti sorprende all’uscita con i sacchetti quasi sempre pieni di materiale e ti lascia letteralmente senza parole quando, dopo averli ringraziati, ti dicono “Grazie a voi.”.
Cosa stiamo facendo di così sorprendente, dopotutto?
Nulla.
Le ore passano veloci tra i sorrisi dei clienti e dei bambini.
Ed ogni volta scopro che sono partito con il cuore pieno di amore da donare ma alla fine torno a casa con l’anima traboccante di felicità….
Sembra strano ma è così.
Quanti sorrisi abbiamo strappato ai bimbi che abbiamo incontrato?
Quante storie capaci di strappare un sorriso possiamo raccontare?
Pensiamo a quante volte abbiamo visto bambini porgerci il sacchetto bianco?
E quante volte abbiamo visto famiglie con situazioni economiche non floride che hanno comunque voluto donarci anche solo una confezione di salviette detergenti?
Sarà forse questo il segreto dei sorrisi dei volontari di tutta Italia?
Io dovrei essere abituato a tutto questo.
Ma ancora mi stupisco.
Mi stupisco che ogni volta ci siano volontari nuovi che si mettono in gioco e superano la propria timidezza.
Mi stupisco che bambini che non mi hanno mai visto accettino senza problemi i miei palloncini a forma di improbabili “topo volante” o “cagnolino”.
Mi stupisco dei sorrisi delle mamme quando ricevono un palloncino a forma di tulipano, oppure dello stupore dei bambini piccolissimi che “giocano” con i tulipani che – caricati di energia statica – danzano tra le loro mani.

Poi ci sono delle piccole grandi magie.
Per esempio Alessandro.
Ci siamo conosciuti a dicembre quando impacchettavamo i regali di Natale: ogni fine settimana mi è venuto a trovare per annunciarmi che – piano piano – ha abbandonato il ciuccio ed alla fine è stato ricompensato con il “mitico” cappello di Babbo Natale!
La mamma mi ha detto che qualche giorno fa, mentre stava navigando nel sito della Prénatal, il bimbo ha riconosciuto il logo della Fondazione ed ha detto “Andiamo da Luca!”.
Appena l’ho saputo mi sono “sciolto”.
Ma al tempo stesso ho capito il perché della mia agitazione: avevo paura.
Paura di non riuscire a trasmettere ai volontari ed alla gente il mio entusiasmo.
Paura di non riuscire a coinvolgere le persone che mi circondano.

Domenica sera.
Alla fine è arrivato l’orario di chiusura… abbiamo consegnato l’ultimo palloncino e chiuso l’ultimo scatolone che è stato messo in magazzino insieme agli altri.
Prendo lo zaino e rivolgo un ultimo sguardo alla pigna di scatoloni che abbiamo riempito.
E sorrido.
Non penso al valore della merce (che ho diligentemente scritto nel modulo verde).
Penso ai sorrisi del personale dell’asilo quando apriranno quei piccoli scrigni di felicità.
Penso ai sorrisi delle famiglie cui questo materiale farà fare un piccolo respiro di sollievo.
Penso ai bimbi che coloreranno un mondo con le matite colorate, che mangeranno nei coloratissimi set pappa.
E che dormiranno nei lenzuolini con le stelle.

Sono distrutto, ma non vedo l’ora di ripetere l’esperienza.

E – ne sono sicuro – so che in tutta Italia altri volontari hanno lo stesso desiderio.

Grazie davvero a tutti.

Luca