Noi, 200 bambini e un proiettore in un villaggio ugandese

19 ottobre 2017 di Redazione | tag: , ,

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Un breve tratto di sterrato ci porta verso l’ingresso del complesso della scuola di Kitanga. Iniziamo a vedere alcuni bambini sulla strada e da lontano scorgiamo un gruppo sempre più numeroso di loro che si sbraccia e saluta rivolto verso la nostra auto. Riceviamo un’accoglienza incredibile. Erano credo più di duecento bambini che hanno circondato la nostra auto con in mano ramoscelli che agitavano sorridendo e gridando “You are welcome, you are welcome!”. Siamo scesi dall’auto e siamo stati catturati da mille braccia e manine da ogni parte, cinque o sei bambini ci tenevano per ogni braccio. Tutti volevano essere vicino a noi. Oltre l’auto ci aspettavano cartelli con scritto “Welcome Zio Valerio, zia Valentina e Zia Marica” “Thank you Mission Bambini for your great support to us”. La banda ha suonato per noi anche un brano dell’inno italiano. Eravamo emozionantissimi, travolti da tanta riconoscenza e affetto. Abbiamo incontrato Padre Gaetano che ci ha subito abbracciato come se fossimo amici da sempre.

Ci siamo avviati con l’infinito gruppo di bambini verso la strada per salire alla scuola e non hanno mai abbandonato la presa delle nostre mani, facendoci sorrisi che esprimevano grande divertimento e felicità per il nostro arrivo.
I bambini sono felicissimi quando ci vedono camminare verso il loro dormitorio. E’ una festa: saltano sui letti, corrono, cantano, ci abbracciano, si mettono in posa per mille foto. Non lasciano mai le nostre mani e ci chiamano a gran voce con i nostri nomi che hanno già imparato a memoria.

Nel pomeriggio raggiungiamo i bambini nel grande prato dedicato ai giochi e all’educazione fisica. Siamo arrivati dall’Italia con due valigie piene di materiale scolastico e da gioco (oltre a 10 kit di Primo Soccorso): portiamo al campo palloni e corde per saltare. La loro gioia è incontenibile. Sono talmente tanti che gestirli per organizzare giochi di gruppo sembra impossibile. Corrono come matti, saltano, cantano, ci accerchiano stringendoci mani, braccia, gambe. Proviamo qualche gioco e alcuni canti in cerchio. La loro energia è indescrivibile e noi siamo troppo pochi per riuscire a giocare con tutti come vorrebbero.

La sera, installiamo il proiettore, che Valerio ha portato dall’Italia, nella sala della mensa e dopo qualche tentativo con vari cavi riusciamo a proiettare “Finding Nemo” anche se l’audio non è proprio il massimo. Per i bambini questo non è un problema, sono già con le bocche aperte e gli occhi sgranati davanti allo schermo. La proiezione è un successo, i bambini ridono, gridano e sono davvero felici.

A cena, quali rappresentanti di Mission Bambini veniamo ampiamente ringraziati da Padre Gaetano che sottolinea quanto sia fondamentale il supporto della Fondazione per le attività della scuola. Ci spiega che senza i fondi offerti da Mission Bambini sarebbe costretto a chiudere la scuola che è diventata la migliore della zona e una delle migliori di tutto il paese. I bambini che la frequentano ricevono un’istruzione continua e di qualità, diritto che non è assicurato pienamente dalle scuole pubbliche del Paese, specialmente nelle zone rurali.

Marica Bottura, volontaria a Kitanga (Uganda)

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