Il mio matrimonio solidale per i bambini

28 giugno 2017 di Chiara Parisi | tag: , ,

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Come ho conosciuto Mission Bambini

Il mio primo “approccio” con la Fondazione è stato in ambito lavorativo, tramite la Banca per la quale lavoro, che lo scorso ha sostenuto alcuni progetti.
Ho avuto quindi modo di entrare in contatto con alcuni referenti, iniziando a conoscere la Fondazione e i progetti in atto, tra cui lo scorso autunno quelli sul terremoto (in particolare la ricostruzione della scuola, inaugurata a dicembre fatta in collaborazione con Casa Alessia, Associazione che già conoscevo essendo di Novara).

Oltre ai progetti mi ha molto colpito la storia del fondatore, il sig. Modena: non capita tutti i giorni di sentire che qualcuno decida di “abbandonare” la propria attività e vita quotidiana per dedicarsi anima e corpo ad un progetto così grande e benefico.

Perché ho deciso di sostenere Mission Bambini al mio matrimonio

Durante questa primavera ho poi partecipato all’incontro di presentazione delle missioni di volontariato… esperienza che vorrei molto fare un giorno, magari il prossimo anno. Quest’anno la contingenza con il mio matrimonio non la rendeva compatibile.
Il mio matrimonio… anzi il nostro, mio e di Riccardo. Uno degli aspetti che mi sono stati chiari fin dall’inizio (e nell’organizzazione di un matrimonio spesso non sono tantissimi) era che non avremmo voluto fare le classiche bomboniere, costose e che poi sarebbero finite nel dimenticatoio degli invitati come ennesimo soprammobile.

Volevo fare qualcosa per gli altri, volevo che un momento di grandissima gioia personale fosse anche un’occasione per aiutare gli altri. Abbiamo così abbinato una piantina grassa (non mi piaceva l’idea di non dare fisicamente nulla ai nostri ospiti) con un attestato – molto fine ed elegante – che rendesse partecipi parenti e amici del nostro piccolo aiuto al progetto “Un nido per ogni bambino”, a favore dei bambini in difficoltà in Italia.

La partecipazione al Laboratorio Nazionale dei Volontari

Infine pochi giorni fa io e Riccardo abbiamo preso parte alla seconda parte della giornata di sabato 10 giugno del Laboratorio Nazionale. In particolare abbiamo ascoltato le testimonianze relative ai progetti “Cuore di bimbi” e “Adozioni a distanza”.

Che dire? Sentire con quale passione i medici dedicano alcune settimane – che per loro potrebbero essere di vacanza – per andare ad operare bambini meno fortunati e immaginare attraverso le parole di Suor Judith la vita della Casa del Sogno in Brasile è stato molto toccante. Sembrerà banale da dire ma ascoltare certe cose ridimensiona in parte la vita di tutti i giorni, che “purtroppo” a volte prende il sopravvento con ansie e preoccupazioni inutili, se paragonate a quello che vivono certi bambini.

Spero con tutto il cuore che per me e Riccardo questo – prima con il nostro matrimonio e poi con la partecipazione al Laboratorio – possa essere l’inizio di un bel percorso solidale, che sicuramente aiuta chi riceve ma anche tanto chi dona.

Giorgia Bottacchi

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