Negli uffici di Mission Bambini grazie al mio Liceo

3 febbraio 2016 di Redazione | tag:

condividi »

VictoriaMi chiamo Victoria, ho 17 anni e sto frequentando il liceo delle scienze umane opzione economico sociale. Come previsto dalla nuova riforma del sistema scolastico, ho avuto l’occasione di partecipare all’alternanza scuola-lavoro, un’opportunità di formazione differente ed un orientamento verso una vita lavorativa concreta.

Così dopo aver letto sul foglio con le varie opzioni un sacco di nomi sconosciuti e spiegazioni poco chiare, ho selezionato due fondazioni Onlus. Alla fine, per sorte, mi sono trovata ad affrontare quest’esperienza presso la Fondazione Mission Bambini.
Il mio percorso è iniziato lunedì 18 gennaio quando mi sono presentata alla fondazione. All’inizio le mie aspettative si sono rivelate completamente fuori strada: mi aspettavo un asilo con tanti bimbi e mi ero invece ritrovata in un ufficio pieno di computer. Ma dopo aver scoperto di cosa si occupavano tutte quelle persone dietro allo schermo mi sono subito incuriosita e non vedevo l’ora di iniziare a collaborare con loro.

I miei compiti nella fondazione sono stati quello di analizzare e creare un resoconto di alcuni progetti passati molto interessati: uno dedicato al “Banco per l’infanzia” (iniziativa che consiste nel raccogliere prodotti essenziali per asili e strutture dedicate alla prima infanzia, per dare un aiuto concreto ai bimbi in difficoltà, in condizioni di svantaggio sociale ed economico che vivono vicino a noi) e il secondo riguardo le attività natalizie dei volontari (per il progetto “Cuore di bimbi”).

Mi hanno stupito e colpito la volontà e la dedizione dei numerosi volontari, che ogni giorno si impegnano per aiutare bambini vicino e lontano da noi, cercando di migliorare le condizioni di vita di famiglie che hanno spesso difficoltà a provvedere all’assistenza del loro bimbo. L’infanzia è il primo punto dove bisogna investire per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale.

La cosa spettacolare di queste persone è che non ne fanno un lavoro, piuttosto una missione, non sono lavoratori ma eroi che salvano la vita e il futuro di tanti bimbi.

Quest’esperienza mi ha aperto una finestra sul mondo che non riuscirò più a chiudere: dopo l’alternanza dove ho studiato i progetti che la Fondazione finanzia, sono decisa ad andare a vedere con i miei occhi e ad aiutare con le mie mani i bambini in tutto il mondo.