Ora Tazim non è più un bambino blu!

28 gennaio 2015 di Stefano Oltolini | tag: , , , , , ,

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La prima operazione della missione in Brimania è andata bene, Zayar è già estubato e pronto per essere trasferito in reparto. Spero conservi quel palloncino ricordando il giorno in cui la sua vita è ripartita.

Dopo di lui sono stati operati dal Dr. Carlo Pace altri due bambini, anch’essi soffrivano di una complessa Tetralogia di Fallot, detta anche “Sindrome del bambino blu”, per via del colore che assume la pelle a causa di una scorretta ossigenazione del sangue. Prima di noi le operazioni tentate su bambini con Fallot nel Paese si contavano sulle dita di una mano: la dr.ssa Win Win ci dice che lei stessa non ha mai condotto da sola un’operazione di questo genere, ma si è limitata ad assistere a 5-6 casi condotti da operatori stranieri in visita.

Questo team è eccezionale e coraggioso: le prime tre operazioni sono Fallot complessi, i rischi sono molto elevati ma si decide di procedere comunque, anche perché purtroppo questi bambini non avrebbero speranza di sopravvivenza senza l’operazione.

Tazim

Tazim prima e dopo l’operazione (a destra): è visibile il miglioramento immediato nei suoi occhi e nel colore della sua pelle!

Tazim è il secondo bambino a venir operato. E’ un bambino blu, talmente cianotico che i medici gli affibbiano il nomignolo scherzoso di puffo. Nonostante anni di esperienza in giro per il mondo, Simone Mosti, responsabile rianimazione ed esperto infermiere di terapia intensiva, mi dice di non aver mai visto un bambino di questo colore. Tazim ha piedi e mani bluastre, unghie deformate, un faccino smunto con riflessi blu nelle labbra e nelle occhiaie. Ha gambe e braccia magrissime , i suoi muscoli sono poco sviluppati perché per la grave malattia non può camminare né stare in piedi… il nostro bambino blu non ha mai corso né giocato come gli altri bambino.

Carlo Pace realizza un intervento davvero difficile, assistito alla macchina per la circolazione extracorporea da Leo Borzacchi. Questa macchina è fondamentale nel periodo in cui il cuore viene fermato e riparato, per fortuna Leo è operatore preparatissimo e molto sicuro di sé. Mentre lavora cerca di conoscere meglio il suo collega birmano, per instaurare un rapporto di fiducia reciproco. Improvvisamente però durante l’intervento la luce in sala va via, e la macchina continua a funzionare solo a batteria. Carlo è costretto a proseguire l’intervento con la luce frontale che ha sul capo e con l’aiuto di alcune torce elettriche. Si mantiene freddo e trasmette sicurezza a tutti, da grande professionista qual è.

La luce tornerà pochi minuti dopo, ma durante l’intera giornata operatoria viene a mancare per ben 6 volte, con notevole stress e preoccupazione per gli operatori.

Tazim viene portato in terapia intensiva nel primo pomeriggio, accompagnato da Riccardo Moschetti, l’eccezionale anestesista di Massa con esperienza in molti paesi arabi e africani che l’ha sedato e vegliato durante tutta l’operazione.

Dopo qualche ora apre finalmente gli occhi, e la madre scoppia in un pianto liberatorio pieno di sorrisi, inchini e gratitudine verso i medici che hanno salvato suo figlio. In realtà i rischi sono ancora alti e la prognosi è riservata, ma siamo tutti felici e Nadia Assanta fa una carezza piena d’affetto e amicizia verso questa mamma che torna a sperare.

Guardiamo Tazim. Ha già un colore totalmente diverso, la sua pelle è finalmente ben irrorata, sembra già star meglio anche se ha appena subito un intervento chirurgico complicatissimo. Ha smesso di essere un puffo per iniziare ad essere un bambino e tra un po’ potrà giocare e correre come gli altri bambini.

Grazie dottori per questo miracolo!