“Piangere non serve. Anche se la disperazione è tanta.”

30 aprile 2015 di Stefano Oltolini | tag: , ,

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Nepal-testoCari amici,
il nostro amatissimo Nepal è distrutto.
Kathmandu, una città che amo dal profondo del cuore da oltre 10 anni, è totalmente a pezzi. Non rimane quasi nulla delle Durbar Square di Kathmandu, Bhaktapur e Patan.
La paura è stata ed è ancora tanta.
Non riesco a raccontare.
Non si hanno dettagli di quel che è la reale situazione. Troppi posti isolati.
Raggiungibili solo con giorni di viaggio (anche 5 o 6).
Piangere non serve. Anche se la disperazione è tanta.
Grazie per esserci vicino.

Barbara Monachesi

Questo è il primo messaggio che Barbara Monachesi, italiana che vive in Nepal dal 2005, ha inviato ai suoi contatti dopo il terremoto.
Barbara, sposata con un cittadino nepalese e mamma di due bambine, lavora come Responsabile dell’Associazione Apeiron. Abbiamo conosciuto Barbara nel 2014, e ne abbiamo apprezzato subito la dedizione verso le cause degli ultimi.

Quando si sono sentite le scosse del terremoto si trovava a Kathmandu: “Il terremoto l’abbiamo sentito fortissimo e ci siamo nascosti sotto il tavolo – ci racconta- sono caduti molti edifici ma il nostro no, per fortuna. Io e le mie bambine stiamo bene. Ci consigliano di dormire fuori, adesso siamo fuori accampati. Siamo tutti molto spaventati e la terra continua a tremare“.

signora

Tante organizzazioni si stanno già muovendo su Kathmandu – continua Barbara –poche invece nei villaggi circostanti la capitale. Noi lavoriamo nel distretto di Dhading da anni e conosciamo a sufficienza il territorio per poterci muovere nel migliore dei modi. Non abbiamo ancora dettagli su quale sia la reale situazione, ma sappiamo che uno dei villaggi in cui lavoriamo nel distretto di Dhading Superiore è raso al suolo. Ringrazio quanti dall’Italia vogliono esserci vicini e si stanno attivando per dare il proprio contributo“.

A Barbara Monachesi abbiamo dato la nostra disponibilità per portare aiuto immediato alle popolazioni colpite dal sisma ed in particolare ai bambini del poverissimo distretto di Dhading, tra i nove distretti dove si registra il maggior numero di vittime secondo quanto comunicato dal governo nepalese.
Nepal-donaServono subito fondi per le medicine e l’acqua potabile. Dopo la fase del primo soccorso Mission Bambini si impegnerà per poter offrire ai bambini del Distretto di Dhading l’opportunità di tornare ad una vita normale, aiutandoli a superare il trauma e permettendo loro di tornare a scuola il prima possibile.

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