Tutto è iniziato da qui

26 maggio 2016 di Paolo Lo Cascio | tag: , , , ,

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La mia conoscenza con la Signora Karen Padilla è stata puramente casuale.
Ero con un amico in vacanza in rep. Dominicana e dopo un paio di giorni di vita nel residence, annoiati per quel tipo di vacanza, chiedemmo al personale dell’albergo come si poteva fare per vedere la realtà del Paese.
La dipendente dell’albergo cui chiedemmo queste informazioni era la Signora Karen Padilla che il giorno dopo ci portò a Montellano dove gestiva una “guarderia” (asilo) con una quindici di bambini.
Era un unico locale senza bagno e senza cucina, dove i bambini studiavano, mangiavano e dormivano.
La signora Karen ci disse che in montagna in una località chiamata Arrojo de Leche esisteva una comunità di bambini Haitiani abbandonati a loro stessi.

Essere bambini di origine haitiana in Rep. Domenicana significa non aver nessun diritto,
– NO al diritto alla salute,
– NO al diritto allo studio,
– NO al diritto di un certificato di nascita,
– NO al diritto di un futuro lavoro,
– NO al diritto di sorridere.

La distanza che separa questo centro di assistenza per bambini e il paradiso turistico è meno di 20 Km. Ma nel paradiso turistico nessuno sa dell’esistenza di questo Centro, e nessuno deve saperlo.
Non si può disturbare o turbare il turista per cose di poco conto.
Dopo tutto si tratta solo di bambini di origine haitiana.

Siamo arrivati a Montellano. Qui la Signora Karen ci fa trovare due motorini perché le macchine non arrivavano alla comunità che si trova in montagna.
Salimmo dietro al conducente del motorino e dopo un’ora di viaggio veramente traumatico arrivammo finalmente alla comunità haitiana.

Quello che vedemmo era un girone infernale dantesco.

Case (?) abbarbicate su un pendio della montagna. Niente luce, niente acqua, tanti bambini.
Al nostro arrivo i bambini ci venivano incontro, ad ogni minuto che passa i bambini aumentavano non finivano mai.

La mia attenzione fu attratta da un bambino che rimaneva in disparte, che non rideva e non schiamazzava come gli altri. Si chiama Louis. Louis è un bambino normalissimo, ma non parlava quasi mai e non rideva mai. Ma poi per che cosa avrebbe dovuto ridere?

Bambini-Rep.DominicanaLa vita, a questo bambino, l’ha fatto nascere, per caso, nell’altra parte del mondo e per giunta haitiano. Questo è già un motivo sufficiente per non ridere. Di lui non si interessa nessuno.
Perché dovrebbero interessarsi a lui? E’ solo un bambino haitiano.
Al ritorno in Italia andai a Milano a parlare di questa situazione con il Presidente ing. Modena e presentai un progetto di aiuto per quella comunità.
Mission Bambini iniziò così a inviare i primi soldi per alleviare le problematiche di quei bambini.
Con i primi aiuti fu comprato in montagna un terreno e fu costruita una baracca con quattro pali e un tetto di lamiere, quella fu la prima scuola ad Arrojo de Leche.
Poi arrivarono l’adozione a distanza di 160 bambini 80 a Montellano e ottanta ad Arrojo de Leche.

Grazie ai soldi di queste adozioni a distanza furono affittati locali sempre più capienti per soddisfare la grande richiesta di aiuto.
Poi in montagna fu costruita una scuola degna di questo nome che ora ospita oltre 150 bambini.
A Montellano, grazie anche al contributo di una sovvenzione dalla Svizzera, si è costruita una scuola con aule e laboratori per avviamento al lavoro che ospita oltre 200 bambini.
Tutte queste opere e tutti gli aiuti come istruzione, sanità, alimentazione e vestiario fatto per tutti questi 400 bambini sono stati possibili solo con l’adozione a distanza di 160 bambini.
L’adozione a distanza è uno strumento vitale per aiutare questi bambini.
Io continuo da dieci anni ad andare un paio di volte all’anno in Rep. Dominicana per vedere i progressi di questo progetto e i miglioramenti di vita di questi bambini.
Ogni volta che arrivo guardo con orgoglio e commozione le due scuole piene di bambini che studiano e mangiano, magari l’unico pasto che si possono permettere in quel giorno e penso che tutto sia dovuto a un sogno impossibile diventato realtà grazie al contributo di 160 genitori che hanno adottato a distanza 160 bambini che forse non vedranno mai ma che in questo modo aiutano più di 400 bambini ad affrontare le difficoltà della loro esistenza con una speranza di vita migliore.

Puoi adottare a distanza anche tu uno di questi bambini: www.missionbambini.org/adotta/?ref=azzeraladistanza