La scuola che vogliamo

21 aprile 2017 di Alberto Barenghi | tag: ,

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Vogliamo una scuola bella e sicura. Soprattutto sicura, perché non è accettabile che oggi nel ventunesimo secolo andare a scuola sia un rischio. Ma anche bella, stimolante e pulita, un luogo dove l’apprendimento parta dal piacere di stare tra i banchi, in ambienti accoglienti e a misura di studente.

Una scuola inclusiva, che riesca a cogliere le differenze e valorizzarle come una ricchezza anziché creare barriere. Che parta dalle peculiarità di ogni singolo alunno e intervenga con delicatezza laddove riscontri difficoltà, aiutando bambini e ragazzi ad esprimersi al meglio, con le proprie forze.

Una scuola al passo coi tempi, che sappia sfruttare la tecnologia come mezzo per l’apprendimento, con insegnanti che riescano non farsi spaventare ma guidare dalle “competenze digitali” proprie delle nuove generazioni.

Una scuola aperta ai quartieri, ai cittadini e alle associazioni, che valorizzi i propri spazi come luoghi di promozione di cittadinanza attiva. Una scuola-laboratorio di idee per l’intera comunità.

Una scuola che non trasmetta soltanto il sapere ma anche il “saper fare” e il “saper essere”. Che formi gli adulti del domani trasmettendo competenze utili per un lavoro possibile, oltre che nozioni.

Vogliamo soprattutto una scuola che faccia vivere bene l’infanzia, perché i bambini non diventino adulti troppo in fretta.

 

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