Silvia, volontaria del Servizio Civile nell’Ufficio Adozioni

21 luglio 2015 di Redazione | tag: ,

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“Lontano dagli occhi, vicino al cuore”, vorrei iniziare la mia testimonianza con questa frase, il primo tra i tanti slogan della fondazione che mi ricordo.

Era il 2011 da tempo volevo fare un’esperienza di volontariato all’estero e grazie a una serie di fortuite circostanze mi avvicinai alla Fondazione Mission Bambini.
Ricordo bene il primo giorno che entrai in sede, piena di domande e un po’ di paure, con tutte le insicurezze di chi sta per aprire una porta e non sa quello che può trovarci dietro. Ricordo l’emozione e l’odore dell’ingresso, il colore arancione delle porte e bellissime fotografie attaccate alle pareti. Non mi immaginavo che quel giorno la mia vita stava prendendo una strada nuova.

Silvia_Servizio Civile_250px La Fondazione aveva bisogno di volontari che partissero per un progetto di adozione a distanza e senza quasi rendermene conto, una domenica mattina di agosto mi svegliai sotto una zanzariera verde in casa di una signora dominicana, in camera con altre tre ragazze che a malapena conoscevo.
Quel giorno iniziò la mia avventura a Monte Llano, una piccola cittadina nel nord della Repubblica Dominicana. Non ho mai trovato le parole giuste per descrivere quei giorni, e sono sicura che chi ha provato a fare un’esperienza simile può senz’altro capirmi.
Posso solo dire che per la prima volta capii cosa volesse dire “Lontano dagli occhi, vicino al cuore”, poiché dopo un’esperienza simile non importa quanto lontano tu possa essere, certi visi, certi nomi, e tanti sorrisi te li porti nel cuore ovunque tu sia e per sempre.

Quella non fu solo un ‘esperienza con una grande portata emotiva, personalmente mi fece capire un’altra cosa molto importante, quello che volevo fare nella mia vita.
Ed ecco allora che mi laureo in fretta, riparto, torno e mi iscrivo nuovamente all’università per prendere una seconda laurea in “diritti umani ed etica della cooperazione internazionale”.
Il secondo anno di corso della mia laurea magistrale mi ritrovo a cercare un posto dove svolgere uno stage formativo curriculare, e per un caso del destino mi ritrovai ancora all’ingresso della Fondazione, con lo stesso odore e lo stesso arancione delle porte, sempre emozionata ma pronta per iniziare una nuova esperienza.

Ad ottobre quindi parte il mio tirocinio presso la Fondazione, questa volta a Milano, nell’ufficio di Adozioni a distanza e in vicinanza.
“Lontano dagli occhi, vicino al cuore”, adesso scopro cosa c’è nel “dietro le quinte” di questa frase. Un lavoro impegnativo, fatto di contatti, di schede, di report e di fotografie. Un ponte, tra i donatori e i bambini che frequentando i progetti sostenuti dalla Fondazione beneficiano dei fondi raccolti.
Un lavoro di ufficio dunque, ma che ti permette di viaggiare tutti i giorni. Oggi sono in Thailandia, domani in Brasile e dopodomani si parte per l’Uganda.

Dopo qualche mese lo stage finisce, ma non la mia esperienza formativa in Fondazione. Decido quindi di continuare con il servizio civile nazionale, un anno da dedicare alla Fondazione e ai bambini in Italia e nel mondo.
E così ogni mattina entro da quella porta, con lo stesso odore che mi ricorda l’emozione di qualche anno prima, con lo stesso arancione delle porte e le foto alle pareti.
Salgo le scale e mi siedo alla mia scrivania. Una nuova giornata inizia, nuove sfide, nuove cose da imparare e attraverso nuovi viaggi, nuovi sorrisi da scoprire. Per averli ancora una volta, ogni giorno, lontano dagli occhi, ma vicino al cuore.

Silvia Pettrone