Terremoto: il viaggio di Paolo on the road

30 ottobre 2017 di Alex Gusella | tag: , , ,

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Paolo Brusaferri, 68 anni, è un volontario storico di Mission Bambini: collabora con il nostro Ufficio Progetti, mettendo a frutto le sue competenze professionali maturate all’interno di importanti aziende multinazionali. Vive a Milano ed ama la sua città, ma è appassionato di viaggi, soprattutto quelli a bordo della sua moto. La sua ultima avventura in sella l’ha vissuta ad agosto, nelle terre del Centro Italia colpito dal terremoto. Paolo ha voluto vedere con i propri occhi la situazione, oltre che le strutture realizzate da Mission Bambini. Oggi, in occasione del primo anniversario del terremoto del 30 ottobre 2016 a Norcia, ripercorriamo insieme a lui le tappe di questo viaggio.

Le motivazioni del viaggio

Paolo-Brusaferri

Il volontario Paolo Brusaferri con la sua moto

Paolo ama viaggiare in moto, ma questa esperienza ha una motivazione particolare: “Decido di passare la settimana di Ferragosto visitando le zone terremotate del Centro Italia; mi sembra che fare del turismo in quei luoghi sia un buon modo per dare un piccolo contributo alle popolazioni che devono ripartire. Nello stesso tempo avrò l’opportunità di rendermi conto di persona della situazione, visto che trovo un po’ contraddittorie le notizie che mi giungono da riviste e televisioni”.

Prima tappa: Cittareale e la scossa di terremoto

Paolo fa base a L’Aquila, ogni giorno si sposta e la sera fa ritorno nel capoluogo abruzzese. La prima tappa, il giorno 14 agosto, è a Cittareale a 20 chilometri da Amatrice. “Nel container che ospita gli uffici comunali sono accolto da una cortese impiegata che mi chiede di attendere: il sindaco sta parlando con il parroco che è appena stato nominato: è il loro primo incontro. Immediatamente dopo mi chiede: “Ha sentito il terremoto stamattina? Hanno comunicato che la scossa è stata del 3° grado”. Io, in moto, non me n’ero proprio accorto, ma questa domanda accorata mi ha subito messo di fronte ad una evidenza scioccante di cui non avevo percezione: in queste zone non c’è stato il terremoto; c’è il terremoto! E queste persone ci convivono quotidianamente”.

Paolo-Brusaferri-Cittareale

Paolo con il Sindaco e il Parroco di Cittareale

La conferma che il terremoto è una realtà con cui continuare a convivere, arriva anche dalle parole del Sindaco Francesco Nelli, che a Paolo spiega: “Con la costruzione della mensa voi di Mission Bambini ci avete fatto davvero un grande dono. Non solo siamo in grado di dare dei pasti caldi ai bambini e ragazzi della scuola, che prima erano costretti a rientrare a casa oppure si portavano da casa il cibo che consumavano freddo, ma se dovesse ripetersi una scossa molto forte potremmo utilizzare la mensa anche per le persone che raccoglieremmo in una tendopoli che attrezzeremo in questo spazio”.

Seconda tappa: Norcia e la ricostruzione post terremoto

Nel pomeriggio dello stesso giorno, Paolo prosegue per Norcia, dove Mission Bambini ha realizzato la prima struttura pubblica ricostruita nella cittadina umbra dopo il terremoto: la scuola “Norcia Rinasce”. “Per dare continuità al commercio locale – racconta Paolo – si sono individuate delle zone appena fuori dal centro abitato dove sono state allestite strutture provvisorie che ospitano i ristoranti non più agibili. Lo stesso si farà anche con i negozi: per ora si sono restaurati quelli entro le mura e sono in costruzione delle strutture in legno per quelli che non era stato possibile ripristinare. C’era però parecchio malumore per la lungaggine con cui si stavano protraendo i lavori: le strutture non erano ancora pronte ed ormai la stagione turistica, quella in grado di dare i maggiori proventi, si sarebbe esaurita a breve”.

Terza tappa: Amatrice e il bisogno di socializzare

Amatrice: la nuova area che ospita i ristoranti

La città di Amatrice non è visitabile, perché è tutta zona rossa: non c’è in piedi più nulla e nulla sembra recuperabile. Ci sono però sul territorio circostante segni tangibili di reazione: il “Ponte della Rinascita” che sostituisce quello di prima che è del tutto inagibile; la scuola, che anche Mission Bambini ha contribuito a sostenere attraverso il servizio mensa; il cinema “Paradiso” all’interno di un grande tendone; un centro commerciale in costruzione; tutta un’area molto elegante progettata dall’architetto Stefano Boeri in cui sono stati spostati i ristoranti. E infine, le cosiddette “casette”, la cui costruzione ha sollevato più volte polemiche per la lentezza dei tempi di realizzazione.

“Proprio accanto a queste case – racconta Paolo – assisto ad una conversazione fra un signore che sta innaffiando l’orto ed una signora che anni fa si è stabilita a Roma ed è tornata qui come ogni anno per passare il periodo di Ferragosto. Il signore racconta che a sua mamma, molto anziana, è stata assegnata una di queste casette, che ci si era trasferita da poche settimane e che da allora era come rifiorita. Nonostante dal momento del terremoto fosse stata trasferita in un bellissimo albergo di Pescara dove era trattata benissimo e dove le servivano ottimi pasti, quella sistemazione l’aveva portata ad una situazione di profonda frustrazione. Il signore conclude la sua conversazione con queste parole: “Deve vedere adesso il suo sorriso quando esce di casa al mattino e vede le sue montagne e i suoi luoghi, pur se devastati. Quando si avvia ad incontrare gli amici che ha sempre frequentato… E queste abitazioni, pur piccole, sono davvero confortevoli e ci si vive bene”. Un commento simile Paolo se lo sentirà ripetere a Onna, paese ad est de L’Aquila, completamente distrutto dal terremoto del 2009 dove le persone vivono tuttora in strutture simili.

Quarta tappa: Arquata del Tronto ed Accumoli, paesi inaccessibili

I nuovi ristoranti ad Amatrice sono pieni, così Paolo si sposta verso Arquata del Tronto: “Già dalla strada si vedono le ferite causate dal terremoto. Prendo l’uscita, ma dopo qualche centinaio di metri dal bivio sono fermo ad un posto di blocco: i militari dell’esercito lasciano passare verso la zona rossa solo i residenti, registrati su un blocco che consultano con attenzione”. Paolo ha il tempo di notare che anche qui, ai piedi delle alture, è in costruzione un complesso di casette, quasi terminato. Prosegue poi per Accumoli: “Il paese è arroccato su un gran promontorio. Riesco a percorrere bel tratto di strada, ma infine sono bloccato di nuovo da un posto di blocco: c’è una jeep di alpini a sbarrare la strada, con molto garbo mi dicono che proprio non si può passare. Non mi resta che prendere la via del ritorno”.

Quinta tappa: L’Aquila, Onna, Fossa, i luoghi del terremoto 2009

Fossa: l’ambulatorio con dispensario medico costruito da Mission Bambini dopo il terremoto del 2009

Paolo visita anche i paesi colpiti dal terremoto del 2009, con epicentro L’Aquila: “Mi dicono che L’Aquila – racconta Paolo – è il più grande cantiere a cielo aperto in Europa; in effetti vista da lontano fa davvero impressione. Una signora scherza: “Non dovremmo più chiamarla L’Aquila, dovremmo chiamarla La Gru!”. Nonostante i grandi sforzi, le case ancora danneggiate sono davvero tante, anche se molti sono anche gli edifici ripristinati. Corso Vittorio Emanuele, la via principale della città, prima del terremoto sempre affollatissima, sta rinascendo a poco a poco.

Il giorno di ferragosto Paolo lo dedica alla visita di Onna e Fossa, due dei paesi nei dintorni de L’Aquila che furono maggiormente danneggiati nel terremoto del 2009. In particolare Onna era stata rasa al suolo, divenendo l’emblema di quel terribile sisma. A Fossa invece Mission Bambini aveva costruito un ambulatorio medico con dispensario farmaceutico: “Il nuovo villaggio di Fossa – racconta Paolo – è un po’ distante dal vecchio centro abitato danneggiato e sembra la fotocopia del villaggio di Onna, con le stesse casette prefabbricate. Mi ha fatto un grande piacere vedere la nostra struttura in perfetto ordine sul piazzale lastricato non lontano dalla chiesetta. Mentre faccio una fotografia, un signore si avvicina “Ah, lei è di Mission Bambini? La ringrazio tantissimo e, mi raccomando, ringrazi tantissimo tutti i donatori; lei non ha idea di quanto sia importante per questa comunità questo ambulatorio! Lo usiamo tantissimo e soprattutto ci dà tranquillità: sappiamo di poter contare su un aiuto quando ne abbiamo bisogno e l’abbiamo qui da noi, non dobbiamo fare chilometri!”.

Le conclusioni dopo il viaggio

Terremoto-Centro-Italia-danni

L’area colpita dal terremoto è molto vasta, i danni sono visibili un po’ ovunque

Tirando le fila dell’esperienza, Paolo ci tiene a sottolineare vari aspetti. Il primo è quello dell’ampiezza dell’area interessata dal terremoto: “Ho viaggiato per un’area vastissima e le distruzioni sono ovunque: non c’è agglomerato di case in cui non si vedano edifici diroccati o del tutto abbattuti e macerie”. Sulla ricostruzione Paolo fa una valutazione che ci sembra condivisibile: “A mio avviso ci si sta muovendo con una strategia chiara e corretta: sono stati approntati luoghi di socializzazione (scuole, servizi) e centri di commercio (centri commerciali che aggregano negozi e ristoranti che sono stati danneggiati)”. Per quanto riguarda invece le soluzioni abitative di emergenza: “Trovo molto positiva la decisione di operare con l’intento di non spopolare il territorio e fare in modo che le persone rientrino alla loro terra il più alla svelta possibile. Ho visto tante casette anche in piccole frazioni, in modo da permettere alle persone di continuare a vivere esattamente dove erano le loro case”. Non manca però qualche nota critica: “Mi ha negativamente colpito la disomogeneità negli interventi. Ci sono paesi in cui le opere sembrano in uno stato molto più arretrato rispetto ad altre località”.
Per concludere: “In una situazione così difficile, gli aiuti devono essere davvero ben mirati e nulla deve essere sprecato. Mission Bambini si è mossa con grande oculatezza. Insieme ad una maggiore consapevolezza su quanto sia ancora difficile la situazione e all’ammirazione per le popolazioni che vivono in queste terre, mi porto a casa l’orgoglio di collaborare con una Onlus che ha fatto scelte importanti e positive.

Terremoto: neanche noi ci fermiamo

Ringraziando il volontario Paolo Brusaferri per averci condotto con sé attraverso il racconto alla scoperta delle terre colpite dal terremoto, desideriamo ricordare che il nostro impegno continua e abbiamo in programma altri importanti interventi a favore del Centro Italia. Scopri come dare il tuo contributo.