Un lieto fine alla malattia di tanti bambini: scriviamolo insieme!

10 febbraio 2015 di Alex Gusella | tag: , , , , ,

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Sguardi pieni di riconoscenza: quelli dei bambini cardiopatici ai dottori che li hanno salvati. Foto di Simone Durante

Nita* era sempre malata, dall’età di appena tre mesi. “E’ un’infezione respiratoria… è influenza… è tosse…”: queste le risposte dei medici alla mamma che – preoccupata – la portava a far visitare.
La preoccupazione cresce col tempo: la bambina ha il respiro affannoso, è debole, non prende peso. Finalmente – all’età di sei anni – grazie ad un’ecografia si scopre la verità: Nita ha una malattia congenita al cuore.

Nita è nata e vive in Cambogia – nella provincia di Kompong Cham – e i genitori sono contadini. Fin qui la sua storia purtroppo è molto simile a quella di tanti altri piccoli. Nel mondo ogni anno nascono 1 milione di bambini affetti da una cardiopatia, più o meno grave. Nei Paesi occidentali la malattia viene diagnosticata e curata, nei Paesi più poveri possono passare anni anche solo per avere la diagnosi corretta. E in molti casi, alla diagnosi non fa seguito alcuna cura: gli interventi di cardiochirurgia pediatrica sono molto complessi, occorrono ospedali attrezzati, medici preparati, soldi per coprire i costi dell’operazione.
E senza cure, una cardiopatia congenita – nel giro di settimane, mesi o anni a seconda della gravità – diventa in molti casi fatale. Ma per fortuna la storia di Nita è a lieto fine: in Cambogia esiste infatti l’Angkor Hospital for Children di Siem Reap, un ospedale pediatrico dove ogni giorno arrivano circa 600 bambini da tutto il Paese per ricevere cure, anche gratuitamente
se le loro famiglie sono povere.

Proprio qui è arrivata anche Nita, insieme alla mamma, un giorno dello scorso dicembre. Il giorno successivo al suo arrivo è già in sala operatoria: ad attenderla, insieme all’equipe di medici cambogiani, l’equipe di medici volontari guidata dal Dr. Stefano Marianeschi (Responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano) inviata da Mission Bambini per intervenire sulle cardiopatie più urgenti e complesse.

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Il team medico al completo dei dottori e infermieri volontari che sono volati con noi in Cambogia per salvare 10 bambini cardiopatici, come Nicla. Con loro anche Marco Iaconianni, in arte Squalo Iaco, DJ di Radio105 e testimonial di Mission Bambini.

Il grande sorriso di Nita a distanza di qualche giorno dall’operazione racconta la speranza ritrovata nel futuro.
“Senza il vostro aiuto – racconta la mamma – mia figlia non ce l’avrebbe fatta. Ora siamo molto felici: Nita tornerà presto a scuola. Vi siamo immensamente grati per l’aiuto ricevuto”. Oltre a Nita, durante la missione in Cambogia dello scorso dicembre sono stati operati e salvati altri 8 bambini. Sostieni anche tu il progetto “Cuore di bimbi”: aiutaci a scrivere un lieto fine alla malattia di tanti bambini cardiopatici in attesa di un’operazione!

* nome di fantasia

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