Borse rosa: l’unica possibilità per le ragazze fuori casta del Banglasesh

15 Novembre 2018 di Arianna Nobili | tag:

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Lo scorso 14 novembre è stato presentato presso la sede della Fondazione il progetto “Borse rosa”. All’incontro ha partecipato anche Lino Swapon Das, Presidente di Dalit NGO, organizzazione che la Fondazione sostiene in Bangladesh attraverso le adozioni a distanza e ora anche attraverso le borse rosa. Lino, nato Dalit, ha vissuto sulla sua pelle la discriminazione e l’emarginazione dei bambini fuori casta. Abbiamo approfittato di questa occasione per farci raccontare la sua storia.

Cosa significa nascere Dalit

“Ma tu sei Dalit, il tuo posto è per terra”– questo è quello che rispondeva la maestra quando le chiedevo perché non potevo sedermi sulla panca ma dovevo stare per terra. “Questo è il nostro destino, non puoi sederti sulla panca perché è per i bambini di alta casta”– mi dicevano i miei genitori, racconta Lino. “Dalit vuol dire calpestato, discriminato, schiacciato… non ero affatto contento di queste risposte.”

L’impegno per i bambini Dalit

Lino ha potuto studiare, anche se ha incontrato moltissime difficoltà, ed è riuscito a riscattarsi dalla sua condizione. La consapevolezza che solo attraverso l’istruzione si può risolvere il problema della discriminazione e conquistare pari dignità per i Dalit lo ha spinto a fare qualcosa. L’organizzazione di cui è presidente, Dalit NGO, è nata nel 1998 ed oggi offre un sostegno nello studio a più di 6.000 bambini Dalit

L’importanza dell’istruzione femminile

La situazione è ancora peggiore per le ragazze Dalit in quanto la donna è ancora concepita come una serva ed è spesso costretta ad un matrimonio precoce: 1 ragazza su 10 viene fatta sposare prima dei 15 anni. Le ragazze Dalit che frequentano studi superiori sono ancora poche ma l’istruzione è l’unico elemento che può garantire loro l’emancipazione ed una vita più libera e consapevole. È questa la direzione in cui stiamo concentrando sempre più i nostri sforzi grazie anche a Mission Bambini.

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