Children of the Forest: un progetto di integrazione sociale

6 dicembre 2018 di Arianna Nobili | tag: , ,

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Veronica Giunta, Paola Maffi e Sofia Galli sono tre giovani ragazze che questa estate hanno fatto un’esperienza di volontariato all’estero con noi presso il centro Children of the Forest a Sangkhlabur in Thailandia, al confine con la Birmania.

Veronica e Paola

Il centro, sostenuto da Mission Bambini con le adozioni a distanza, è stato fondato da Daniel Hopson e Mark Curragh e accoglie mamme e bambini appartenenti alle minoranze etniche Karen e Mon a cui non viene riconosciuta la nazionalità thailandese.

Children of the Forest: il racconto delle volontarie

Ecco cosa ci hanno raccontato le volontarie una volta rientrate in Italia.

“Prima di partire per la Thailandia con Mission Bambini– ci ha detto Veronica – avevo fatto un’altra esperienza di volontariato in Uganda. Così ho deciso di ripartire, questa volta con Mission Bambini, ed ho scelto un paese per me del tutto sconosciuto: la Thailandia.
Sono state due settimane intensissime.”

Sofia


Anche Paola non era alla sua prima esperienza di volontariato all’estero, come ci ha raccontato lei stessa “L’estate scorsa ho trascorso un mese in India. Visto quello che ho ricevuto non ci ho pensato una seconda volta, e anche questa estate sono ripartita, destinazione Thailandia.”

“Questa è la mia prima esperienza di volontariato fuori dall’Italia: sinceramente non sapevo che cosa aspettarmi”– ci ha detto invece Sofia. “Ho passato gli ultimi due anni vivendo all’estero, sapevo che cosa significa conoscere un altro mondo e una nuova cultura, ma ciò che non mi aspettavo, e che mi ha sconvolto e riempita di gioia, è stato l’amore incondizionato dei bambini”.

“Non ho voluto approfondire troppo sul progetto in cui mi sarei inserita –ha continuato Veronica – perché è bello scoprire il tutto con i propri occhi! Sono arrivata dopo una settimana che Paola, la mia compagna di viaggio, era già lì, quindi al mio arrivo ha iniziato un po’ a spiegarmi come funzionava il tutto. Ricordo la prima mattina che mi sono recata al progetto, pioveva parecchio, non appena lo scuolabus ha preso la strada che conduceva al posto, i miei occhi si sono illuminati: riuscivo solo a vedere la foresta, una distesa di meravigliosi alberi!”

I bambini a lezione

Il centro è composto da molte strutture: aule dove lavorano insegnanti Mon e Karen per preparare i bambini alla scuola Thai; una biblioteca; una clinica e alloggi per mamme, bambini e ragazzi ospiti del centro.

“Le famiglie permettono ai bambini di frequentare la scuola perché l’associazione garantisce i pasti principali: colazione e pranzo– ci ha spiegato Veronica che ha aggiunto – A causa della disgregazione familiare, i bambini rifugiati spesso anziché andare a scuola vanno a lavorare, oppure vengono abbandonati dalle loro famiglie (spesso per fortuna sono i nonni ad accoglierli, forse per placare i loro sensi di colpa). Dico questo ovviamente senza giudicare, non essendo nata lì e non potendo analizzare caso per caso, non sono in grado di dire cosa sia giusto o sbagliato. Sono solo sicura che, l’unico modo per cambiare un po’ le cose,  è istruire i bambini, per dar loro la possibilità una volta grandi, di avere più strumenti per decidere cosa è meglio fare nella loro vita”.

Quest’ultima opinione è condivisa anche da Sofia che ci ha detto “è molto importante l’aiuto di Children of the Forest nelle vite di queste famiglie e di questi bambini, forniscono un sostegno indispensabile, e i traguardi che raggiungono ogni anno sono davvero incredibili. L’associazione è in grado di cambiare la vita dei membri di questa comunità, dandole speranza e allo stesso tempo di migliorare la nostra”.

Veronica ha trovato molto positivo “che i bambini e i ragazzi che vivono all’interno dell’associazione vengano mandati a scuola all’esterno, per permettere loro di vedere una realtà diversa”. “Credo che il progetto Children of the Forest sia davvero ben strutturato e funzionante – ha poi aggiunto – che sappia aiutare i bambini nella maniera meno invasiva e più utile possibile”.

Le volontarie, durante il periodo trascorso nel centro, hanno avuto modo di lavorare in piena libertà e autonomia con i bambini, come ci hanno raccontato loro stesse: “Una delle cose più divertenti è stata fargli fare i lavoretti con la pasta di sale: sembrava di avergli dato il giocattolo più prezioso del mondo!” ci ha confidato Veronica.

“Sono state settimane intensissime, le attività sono state molte e ho avuto la possibilità di creare personalmente dei piccoli eventi – ha aggiunto Sofia – tra cui una giornata di giochi in cui i bambini si sono divertiti tantissimo e dove con l’aiuto delle ragazze del centro abbiamo cucinato la pizza per i bambini e i ragazzi.”

La pizza

Children of the Forest: un’esperienza capace di cambiare il modo di guardare le cose

“Mission Bambini è di grande aiuto al progetto: supporta i bambini senza famiglia attraverso le adozioni a distanza per permettere loro di avere un futuro migliore, essendo Children of the Forest una associazione non profit” – ha concluso Veronica.

“Rendersi conto di fare la differenza nelle vite di queste creature è veramente un’emozione che non si può spiegare – ha aggiunto  Sofia- è stata un’esperienza unica capace di cambiare la forma e il modo di guardare ciò che ci circonda”.

“Vedere la felicità negli occhi dei bambini è stato davvero appagante e il mio cuore è ancora lì”- ha aggiunto Paola.

Lavoretti con la pasta di sale

Grazie alle nostre volontarie per aver deciso di partire con noi e per averci raccontato le loro esperienze.

Vuoi diventare anche tu volontario come Veronica, Paola e Sofia?

Scopri come fare, ti aspettiamo! https://www.missionbambini.org/attivati/volontario-in-italia