Congo, il viaggio di Mauro

21 giugno 2018 di Alex Gusella | tag: , , , , ,

condividi »

È il Paese africano dove si sta delineando il più grave disastro umanitario dell’intero continente, insieme a quello del Sud Sudan. A causa di una guerra più che ventennale, di una crisi delle istituzioni politiche e di forti conflitti economici per le ricchezze del suo sottosuolo. Qui, nella Repubblica Democratica del Congo, il volontario di Mission Bambini Mauro Besana ha vissuto dal 12 al 26 maggio la sua esperienza. Con una missione: condividere la quotidianità dei bambini che stiamo aiutando e verificare lo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione del Centro di accoglienza “Point d’Eau” di Kinshasa finanziati dalla Fondazione. Congo, il viaggio di Mauro: ecco come è andata.

Mauro con un gruppo di bambini del Centro

Congo, il viaggio di Mauro: le esperienze precedenti

Mauro Besana ha quarant’anni e vive in Brianza, dove lavora come Responsabile Amministrativo di una ditta metalmeccanica. È al suo terzo viaggio come volontario di Mission Bambini: dopo la prima esperienza in Congo nel 2010, è stato poi in Tanzania per tornare ora nuovamente in Congo. “Sarei andato ancora nella regione del Kasai orientale – racconta Mauro – dove la Fondazione attraverso le adozioni a distanza dà a tanti bambini la possibilità di frequentare la scuola, sottraendoli al lavoro nelle miniere. Ma la situazione lì ora è pericolosa. Di quel primo viaggio, ricordo il grande lavoro svolto dalle Suore Salesiane che gestiscono il progetto. Le condizioni erano veramente precarie e ogni minimo progresso nella vita e nella dignità dei bambini era frutto di enormi sacrifici”.

Congo, il viaggio di Mauro: la situazione a Kinshasa

La situazione a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, è migliore rispetto ad altre aree del Paese, devastate dalle milizie. “È vero – continua Mauro – a Kinshasa non c’è la guerra. Ma comunque la sicurezza è scarsa e non potevo uscire da solo: il tasso di criminalità è molto alto e un bianco per le strade non può girare se non è accompagnato da gente del posto”. Il Centro sostenuto da Mission Bambini, il Centro “Point d’Eau” gestito dall’Opera don Guanella, si trova tra l’altro in una zona molto povera, nei pressi del mercato di Matete.

Congo, il viaggio di Mauro: il Centro “Point d’Eau”

Mauro Besana con alcuni bambini aiutati dalla Fondazione a Kinshasa

Il Centro “Point d’Eau” è sostenuto da Mission Bambini dal 2010, a partire dal 2012-2013 attraverso le adozioni a distanza di gruppo. Si tratta di un centro di accoglienza temporanea per bambini e ragazzi di strada. Qui trovano un posto sicuro, dove poter mangiare, curare l’igiene personale, lavare i propri indumenti, farsi medicare. Molti di loro si fermano anche per la notte, ma non ci sono vincoli.

“Ho visitato questo Centro quattro o cinque volte – continua Mauro. Si tratta di una prima ancora di salvezza per i bambini e i ragazzi di strada, che possono entrare e uscire dal Centro liberamente, fino a dopo il pasto delle 17. Oltre che assicurare una prima accoglienza, l’obiettivo di medio/lungo termine del Centro è quello di togliere i bambini dalla strada e ricongiungerli a qualche famigliare. Per questo ai nuovi arrivati viene chiesto di raccontare la propria storia e per ciascuno viene compilata una scheda”.

Congo, il viaggio di Mauro: come aiutare i bambini di strada

Ma l’impresa del ricongiungimento per i bambini che frequentano il Centro “Point d’Eau” non è affatto facile, per due motivi. “Innanzitutto perché tanti di questi bambini – spiega Mauro – arrivano spesso da zone molto lontane di questa immensa città o addirittura da fuori città e quindi per individuare i familiari è necessario un complesso lavoro di “intelligence”, svolto spesso da ex ragazzi di strada che collaborano con il Centro. In secondo luogo perché questi bambini e ragazzi sono spesso vittime di violenza, abusi e abbandono proprio da parte dei genitori. Quindi è necessario trovare altri familiari che siano disposti a prendersi cura di loro”.

Se il ricongiungimento non è possibile ma il bambino vuole cambiare vita e lasciare la strada, ci sono i centri di accoglienza residenziali gestiti sempre dai Guanelliani, dove i bambini vivono stabilmente. “Io dormivo proprio in uno di questi Centri, a Lemba, una zona periferica di Kinshasa – precisa Mauro. E la cosa che mi ha colpito di più è che nonostante abbiano subito di tutto e di più nelle famiglie d’origine e nella vita di strada, questi bambini e ragazzi sono davvero bambini e ragazzi come tutti gli altri, hanno voglia di giocare, di “fare casino”, ma anche di imparare, di farsi spiegare le cose, di emanciparsi dalla condizione di emarginazione in cui sono nati…”.

Congo, il viaggio di Mauro: i lavori di ristrutturazione al Centro “Point d’Eau”

Il nuovo porticato con tettoia realizzato grazie alla Fondazione

Ora anche grazie ai fondi raccolti dai donatori che hanno risposto al nostro appello in occasione dell’ultima Pasqua, al Centro “Point d’Eau” di Kinshasa sono iniziati i lavori di ristrutturazione con l’obiettivo di migliorare gli ambienti del Centro per offrire un’accoglienza più dignitosa e anche per accogliere un numero maggiore di bambini e bambine. “I lavori all’esterno sono terminati – racconta Mauro. È stato fatto un porticato con tettoia in modo che i bambini e i ragazzi ospiti possano mangiare in un ambiente adeguato e non più a terra come era prima. Mancano solo tavoli e sedie che saranno donati da un’altra Ong. Per celebrare la fine di questa parte dei lavori è stata organizzata una vera e propria festa di inaugurazione, con la presenza delle autorità locali. In più grazie a Mission Bambini è stata rifatta la scala che porta al primo piano, che era in condizioni molto precarie. Al piano di sopra invece sono in corso i lavori per il rifacimento dei bagni e la sistemazione dell’ufficio. Inoltre è stata fatta una porta per separare le stanze dove dormono i più piccoli da quelle dove dormono i più grandi… anche qui purtroppo spesso vale la legge del più forte”.

Mission Bambini ringrazia tutti i donatori che hanno scelto di sostenere i lavori di ristrutturazione del Centro “Point d’Eau” di Kinshasa. Molto è già stato fatto, ma vi terremo aggiornati sulla conclusione dell’intervento. “Grazie a questi viaggi ho preso consapevolezza – conclude Mauro rispondendo alla domanda su quale sia la motivazione che lo spinge a partire come volontario all’estero – che nel mondo ci sono tanti contesti dove i bambini vivono situazioni davvero difficili, ma ci sono anche tante persone che dedicano la loro vita a ridare dignità a questi bambini. E anche con poco si può dare una mano: so che qualcosa posso farlo anch’io, questo mi spinge a partire”.

Per chi desidera avere maggiori informazioni sulla situazione attuale della Repubblica Democratica del Congo, invitiamo a leggere il recente articolo del giornalista Jean Leonard Touadi sul sito dell’ISPI Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.