Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: la missione di Chiara e Samera

11 ottobre 2018 di Arianna Nobili | tag: , , , , , ,

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Chiara Carnevale Garè e Samera El Nagar lavorano entrambe in Banca Mediolanum e sono due dei 29 volontari di Fondazione Mediolanum Onlus che hanno partecipato attivamente al crowdfunding #GivetheBeat per finanziare le missioni chirurgiche necessarie a salvare la vita di 69 bambini cardiopatici nati in paesi molto poveri.

Durante la terza missione prevista per quest’anno, che si è svolta dall’ 8 al 15 settembre in Birmania presso lo Yankin Children Hospital di Yangon, si sono unite al team composto da 6 medici inglesi che hanno operato e salvato 5 bambini gravemente cardiopatici. Durante la missione sono state tenute anche sessioni di formazione per il personale ospedaliero locale in modo che in futuro possano operare in modo indipendente.

Di ritorno dal viaggio Chiara e Samera hanno condiviso con noi la loro esperienza.

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: perchè la scelta di partire

Chiara è stata spinta a partire dal grande amore per i bambini. In passato ha svolto il lavoro di baby sitter e animatrice, inoltre l’aver vissuto in prima persona l’esperienza ospedaliera e la consapevolezza di quanto sia difficile vivere in ospedale l’hanno spinta a proporsi “per andare ad aiutare a rendere meno pesante l’attesa, regalare ma soprattutto cercare di strappare un sorriso a chi sta vivendo un momento difficile”.

Per Samera, la scelta di partire scaturisce dal “fortissimo desiderio di poter fare qualche cosa in prima persona. Entrare in contatto con questi bambini, le loro famiglie, dare un contributo”.

Appena arrivate sul posto si sono rese conto “che la situazione in questo paese è ancora più complicata e difficile di quanto potessi immaginare” ci ha detto Chiara, ma anche “dell’orgoglio con cui lo staff locale ci ha fatto visitare i reparti e il forte spirito di gratitudine e collaborazione subito instaurato con i medici volontari” ha aggiunto Samera.

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: la terapia intensiva

Samera, Ester, Chiara e il team di medici appena arrivati in Birmania

Aver assistito ad una operazione ha fatto vivere alle volontarie forti emozioni.

“Dopo l’intervento eseguito sul primo bimbo, abbiamo aspettato che venisse trasferito nel reparto di terapia intensiva del nuovo ospedale. Qui trattenere le lacrime per me è stato impossibile: quello sdraiato sul lettino, pieno di tubi e inerme era lo stesso bimbo con il quale avevo giocato il giorno prima. ” – racconta Chiara

“Nessuno al mondo dovrebbe vivere nulla di tutto ciò, men che meno un bambino” ha poi proseguito.

Mi sono sentita inutile, avrei voluto aiutarlo a stare calmo, a non sentire male, ma non era possibile e mi sentivo male per lui, ho sentito proprio male al cuore, mi sentivo morire dentro.

I dottori e la stessa Ester (Ester Faroni, High Value Partnership di Mission Bambini, che ha accompagnato nel viaggio le due volontarie), mi dicevano di pensare che dal giorno successivo sarebbe andata meglio, ma credetemi quando vi dico che l’emozione era veramente altissima.

Ovviamente loro non si sbagliavano: il giorno dopo quando sono andata in terapia intensiva per vedere come stava, ho trovato il bimbo seduto in mezzo al letto, che appena mi ha riconosciuta mi ha regalato il migliore sorriso mai visto” ha concluso Chiara.

Samera ha aggiunto “post intervento c’era un’ottima preparazione e il bambino appena operato è stato subito accudito. La sinergia tra lo staff di volontari e lo staff locale era eccezionale. È stato emozionante vedere l’amore e la preparazione con cui tutto lo staff si è preso cura del bimbo.”

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: regalare un sorriso ai bambini e alle loro famiglie

La vita in ospedale è difficile, soprattutto per i bambini. “Stare in ospedale con loro cercando di rendere meno pesante la loro lunga attesa, arrivando in punta di piedi in sala d’attesa o in reparto e dando ai bimbi qualche piccolo pupazzetto, o iniziando a colorare per terra aspettando che loro si avvicinassero per colorare insieme a me, è stata la mia missione” ci ha detto Chiara.

“Riuscire a guadagnare la loro fiducia all’inizio non è stato semplice, perché noi siamo visivamente diversi da loro e la diffidenza iniziale si vedeva nei loro sguardi, ma bastava un sorriso, allungare la nostra mano verso di loro per poi riuscire a conquistare i loro piccoli cuoricini.”

Chiara e la bambina con il “pigiama rosso”

Le emozioni vissute sono state fortissime come l’incontro con la bambina dal pigiama rosso, ha continuato Chiara che ha sottolineato come sia stata l’unica che le ha immediatamente sorriso. “Non riuscirò mai a scordare quegli occhioni dolci, il tuo sorriso che esplodeva sulla tua faccia non appena incrociavi il mio sguardo. Tu mi hai rubato un pezzo di cuore!”.

Anche per Samera il tempo trascorso in ospedale è stato indescrivibile:

“Vivere un’esperienza così profonda con degli sconosciuti che non parlano neanche la tua lingua, che hanno una cultura così diversa e delle abitudini diametralmente opposte ma che, nonostante tutte le diversità, ti accolgono, ti permettono di avere subito un legame che va oltre le differenze è qualcosa che difficilmente si può spiegare”.

Poterli guardare negli occhi è qualcosa di realmente disarmante così come il legame “silenzioso” fatto di sorrisi, sguardi e giochi con i bambini.”

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: l’eredità di questa esperienza unica

Tornata da questa esperienza – ci ha detto Chiara – “mi sono proprio resa conto che spesso veniamo catapultati nella nostra routine, ci arrabbiamo per cose inutili e ci attacchiamo a cose futili quando, veramente non lontano da noi, c’è chi non solo non ha nulla nella sua vita, ma non sta neanche bene di salute. Ebbene sì, come ha detto mio papà davanti alle foto che gli ho fatto vedere, se tutti quanti prima di sentenziare su fatti e persone, ci fermassimo anche solo un istante a riflettere di quanto siamo stati fortunati, senza merito alcuno, a nascere dalla “parte giusta del mondo” forse non sbaglieremmo mica…

Dovremmo imparare da loro tante cose per le quali non serve una scuola o che non si possono comprare con i soldi: come la pazienza, l’educazione, la voglia di vivere anche con veramente nulla e l’amore incondizionato che regalano senza aspettarsi niente in cambio se non un po’ di attenzione. Grazie, grazie e infinitamente grazie per avermi permesso di vivere tutto questo!”

 L’esperienza fatta durante la settimana in Birmania con i medici volontari di Mission Bambini è stata sicuramente una delle più intense e significative della mia vita” ha aggiunto Samera che continua:

Samera che gioca con una bambina ricoverata

Per quanto si possa cercare di arrivare preparati ad affrontare una serie di situazioni emotivamente impegnative la realtà del momento non può in qualche modo non cogliere di sprovvista.

Durante tutta la settimana sono stati diversi i momenti in cui è stato necessario fermarsi, respirare, riflettere e riprendere l’attività quotidiana con uno spirito leggermente diverso.

Una delle cose che sicuramente porto a casa da questa esperienza è un concreto e forte riassetto della mia scala di priorità; credo che ognuno di noi abbia una propria visione e opinione di sé e io, da quando sono tornata non riesco a non pensare che si potrebbe fare di più, essere più attenti, più pazienti, più generosi o anche semplicemente più grati.”

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: tra poco si riparte!

Ringraziamo di cuore Chiara e Samera per aver partecipato con grande entusiasmo alla missione in Birmania e per la loro emozionante testimonianza. Ringraziamo Fondazione Mediolanum Onlus, che ha scelto di essere al nostro fianco per salvare la vita dei bambini cardiopatici che nascono nei Paesi più poveri.

Ma non è finita qui: tra poco tornerà anche la campagna di crowdfunding #GivetheBeat, per finanziare le missioni del 2019.