#GivetheBeat: la missione di Valentina e Veronica di Fondazione Mediolanum Onlus

19 novembre 2018 di Arianna Nobili | tag: , , , ,

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Si è conclusa il 4 novembre la seconda missione del 2018 presso l’University Teaching Hospital di Lusaka, in Zambia dove il team guidato dal Dott. Stefano Marianeschi, affiancato dalla dottoressa Namutebi, ha eseguito 10 interventi e 7 cateterismi sui piccoli pazienti cardiopatici.

Alla missione hanno preso parte anche due dei 29 volontari di Fondazione Mediolanum Onlus, Valentina Lucrezia Passerini e Veronica Ruzzon,
che hanno partecipato attivamente al crowdfunding #GivetheBeat per finanziare le missioni chirurgiche necessarie a salvare la vita di 69 bambini cardiopatici nati nei paesi più poveri.

Ecco cosa ci hanno raccontato in merito all’esperienza appena vissuta.

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: la spinta per partire

Valentina e Veronica sono partite per questo viaggio piene di entusiasmo e desiderose di vedere come, con i soldi raccolti, si riesca a salvare le vite dei piccoli pazienti cardiopatici. In particolare la scelta di partire per Veronica è stata motivata dal desiderio di fare una esperienza totalmente diversa da quella che vive quotidianamente “Diciamo che quando mi è stato proposto, non ho avuto un minimo di esitazione e non sarei riuscita a trovare nemmeno un motivo per non partire. Inoltre, il poter vedere con i nostri occhi come sono stati impiegati i fondi raccolti e il poter successivamente raccontare, a chi ha contribuito, la virtuosità del progetto è stato un onore.”

Valentina è stata convinta a partire dal racconto di un esperienza diretta.“Quando Sara Doris ci parlò di aver visto un’operazione a cuore aperto, mi emozionò, quindi quando ci proposero di partire non ci pensai un secondo.”

Giunta sul posto Veronica è stata travolta dalle emozioni “È stata un’esperienza totalmente nuova e talmente grande che nemmeno l’immaginazione sarebbe riuscita a stimare la realtà che abbiamo successivamente vissuto. La prima sensazione non è stata di disorientamento, sono stata fin da subito totalmente assorbita dal contesto. Tutte le nostre attenzioni si sono subito canalizzare sui nostri piccoli eroi. La nostra priorità era di alleggerire i loro pensieri dal peso dell’operazione e farli tornare a sorridere il prima possibile dopo l’intervento”. Valentina all’inizio ha invece avuto un momento di disorientamento “dovuto – come ci racconta – all’essere catapultati oltre che in un’altra realtà “culturale” differente, anche in una realtà medica al di fuori delle mie competenze”.

Il team partito per la Zambia

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: un contesto differente

Durante la settimana di permanenza in Zambia le due volontarie si sono rese conto delle reali condizioni in cui si trova l’University Teaching Hospital di Lusaka.

Veronica pensava che “il primo impatto sarebbe stato più destabilizzante; in realtà la struttura ospedaliera di per sé non è messa male. Solo successivamente mi sono accorta delle problematiche reali. In primis le norme igienico sanitarie sono totalmente diverse dalle nostre e si poteva accedere tranquillamente alla terapia intensiva senza accorgimenti particolari. Inoltre l’acqua corrente non era disponibile, il più delle volte, già da metà mattina, pertanto anche il semplice gesto di lavarsi le mani diventava difficile. La corrente è saltata diverse volte anche in sala operatoria quindi se è già difficile operare in un contesto totalmente diverso dal tuo, il fatto di non poter fare affidamento nemmeno su ciò che dovrebbe essere scontato come acqua e corrente non è il massimo.”

Opinione condivisa da Valentina che ci ha detto di come “le condizioni igieniche in realtà, non erano così preoccupanti a prima vista come le avevo immaginate.

Successivamente pensando e contestualizzando il luogo sicuramente mi vengono in mente alcune situazioni critiche, come vedere la mancanza di acqua corrente nella mattina e che al posto del lavandino, i medici e gli infermieri erano costretti ad utilizzare una bacinella, oppure vedere alcuni scarafaggi in un ambiente che dovrebbe essere sanificato con costanza, cosa che è stata in alcuni momenti inconcepibile”

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: uno sguardo dritto al cuore

Veronica e Valentina hanno seguito con grande partecipazione tutto il percorso dei bambini in ospedale, dalla fase iniziale a quella post operatoria. 

“Si è trattato di passare del tempo con i bambini prima che fossero sottoposti all’intervento, stare con le loro famiglie, assistere il personale sanitario nella fase preparatoria, essere in sala operatoria a pochi centimetri da loro. Vedere i loro cuori stare meglio. Assistere alla tensione del postoperatorio dove il corpo del bimbo deve riprendere la sua normale funzionalità. Vedere le loro famiglie che ti corrono incontro per sapere come stanno e tu non puoi dire e fare nulla in quanto non hai la qualifica per farlo. Vedere i bambini che si svegliano ancora in stato confusionale. Alcuni piangevano per il dolore, altri perché la mamma non era lì con loro. Qualsiasi fase è stata estremamente emozionante e carica di significato” -racconta Veronica.

“Mi viene difficile spiegare come uno sguardo può arrivarti dritto al cuore, anche se il bambino o il parente che ti trovi davanti è la prima volta che lo incontri.

Mi viene difficile spiegare come, unospedale che neanche conosci, diventi la tua quotidianità in così poco tempo,senza che tu ne soffra.

Mi viene difficile spiegare la forza inaspettata e il senso di riconoscimento nei confronti della vita che ti trasmettono queste famiglie e questi bambini”– prosegue Valentina

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: una valigia piena di consapevolezza

A esperienza conclusa di solito si fanno i bilanci e si cerca di capire se ne è valsa la pena.


È così anche per Veronica e Valentina che tornano dal viaggio con qualcosa in “più di quello che pensavo di dare” – ci dice Valentina  che aggiunge –

“Mi porto a casa dei sorrisi genuini, dei sorrisi di riconoscimento, dei sorrisi di innocenza, di strette di mano tra sconosciuti, dove non esiste razza, colore o nome, ma solo la voglia di stringersi ed aiutarsi.

Mi porto a casa l’umiltà di un Medico che salva un’altra vita e che, non chiede nulla in cambio, se non donare quello che conosce.

Mi porto a casa la voglia di non fermarmi solo alla mia realtà, ma di continuare a scoprire.

Mi porto a casa molta consapevolezza nei confronti della vita, che a volte, nella nostra realtà viene data per scontata. Più che portarmi qualcosa a casa forse, me lo porterò sempre nel cuore.”

“Anche se il tempo piano piano sbiadirà i ricordi, i cambiamenti avvenuti dentro di me sono talmente profondi che rimarranno per sempre.” – aggiunge Veronica che poi conclude “Io e Valentina abbiamo avuto la possibilità  di vedere,osservare, capire, elaborare e ora abbiamo il compito di raccontare. Abbiamo il dovere morale di trasmettere questa esperienza a più persone possibili. Ora so che esiste anche il mondo delle cose belle. Esiste il mondo delle persone che con estrema umiltà partono per salvare delle vite. Esiste il mondo delle persone che hanno deciso di regalare una speranza grazie alla loro donazione. Mi porterò a casa la consapevolezza che ogni bambino salvato è un riscatto per l’intera umanità.”

Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: si riparte!

Ringraziamo di cuore Valentina e Veronica per aver partecipato con noi alla missione in Zambia e per la loro emozionante testimonianza. Ringraziamo Fondazione Mediolanum Onlus, che ha scelto di essere al nostro fianco ancora una volta per salvare la vita dei bambini cardiopatici che nascono nei Paesi più poveri.


È ripartita in questi giorni anche la campagna di crowdfunding #GivetheBeat e Valentina e Veronica sono nuovamente al nostro fianco. Aiutaci anche tu a salvare 53 bambini gravemente cardiopartici:  https://www.retedeldono.it/it/givethebeat18