#GivetheBeat: la missione di Susan e Milena di Fondazione Mediolanum Onlus

30 Dicembre 2018 di Arianna Nobili | tag: , ,

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Si è ormai conclusa la missione in Cambogia presso il Preah Ket Mealea Hospital di Phnom Penh in cui sono stati operati, da un team di medici internazionali guidati dal Dott. Marianeschi, 6 bambini gravemente cardiopatici.

Alla missione hanno preso parte anche due dei 29 volontari di Fondazione Mediolanum Onlus, Milena Nebbioso e Susan Retuerto ,
che hanno partecipato attivamente al crowdfunding #GivetheBeat per finanziare le missioni chirurgiche necessarie a salvare la vita di 69 bambini cardiopatici nati nei paesi più poveri.

Ecco cosa ci hanno raccontato in merito all’esperienza appena terminata.

GivetheBeat: la partenza, un regalo grande

Per me fare volontariato consiste, oltre a dedicarsi alla raccolta fondi che è alla base di tutte le iniziative, nel vivere sul campo, laddove è possibile, i progetti che vengono realizzati – ci ha detto Milena che ha poi proseguito –

Non capita di certo tutti giorni di poter assistere ad un’operazione al cuore e alla fase di post operazione eseguita da medici professionisti e volontari che fanno la loro professione col “cuore”.

Per me è stato un onore e non finirò di ringraziare sia Fondazione Mediolanum Onlus che Mission Bambini di avermi dato questa opportunità che certo non potevo rifiutare anche se è stata dura incastrarla tra i vari impegni della mia vita quotidiana (figli / lavoro / casa etc).

Il mio dovere oggi è quello di condividere questa mia esperienza in modo tale da sensibilizzare più persone a donare per aiutare tutti i bimbi che aspettano che gli venga “sistemato” il cuoricino.”

Susan invece ci ha confidato che – “Quando ho deciso di partecipare all’iniziativa Give The Beat non avrei mai immaginato che ci sarebbe stato fatto questo regalo cosi bello di poter partire insieme a Mission bambini e all’equipe di dottori e infermieri che vengono da tutto il mondo, e quindi quando me l’hanno proposto ero cosi felice all’idea spinta dal desiderio di poter “toccare e vedere” in prima persona l’aiuto che viene regalato a questi bimbi tramite le donazioni.”

GivetheBeat: le prime emozioni

“Ero molto curiosa e con una grandissima voglia di conoscere questi bimbi, le loro famiglie e lo staff dell’ospedale locale”- ha proseguito Susan

“Io ero entusiasta e avevo tanto curiosità. Ero in trepidazione perché volevo capire subito come si sarebbe svolta la missione e come sarebbe stato il clima con gli altri volontari medici” – ha aggiunto Milena

Susan e Milena con alcuni piccoli pazienti

GivetheBeat: l’incontro con i bambini

Durante la missione le volontarie hanno avuto modo di interagire con i bambini e le loro famiglie, prodigandosi per alleggerire la tensione e portare un po’ di conforto.

“A me piace tantissimo regalare un sorriso a bambini che subiscono sofferenze che nella “normalità” non dovrebbero affrontare. Mi trovo molto a mio agio nel chiacchierare e cercare di far distrarre per qualche istante le famiglie di questi bambini. – ha proseguito Milena –  E’ vero che in Missione era molto difficile comunicare e questo ha limitato tanto la mia esuberanza, ma con piccoli stratagemmi (google translate) alla fine siamo riusciti a strappare sorrisi. La mattina sia i bambini, ma soprattutto  i loro genitori ci aspettavano e appena ci vedevano comparire sulla soglia della porta iniziavano già a sorridere.”


Susan ha aggiunto di aver provato un insieme di emozioni: “Allegria nel vedere sorridere questi bimbi giocare insieme a noi. Vedere come anche i genitori fossero felici di stare con noi vederci giocare coi bambini, partecipando anche loro insieme a noi. E’ bello sapere che la lingua non ci ha vietato di interagire a volte anche comicamente tramite i gesti, insieme ai bambini e ai loro genitori. Ci sono stati momenti di tristezza nel vedere la paura negli occhi dei genitori che piangendo aspettavano l’operazione in sala d’attesa ma è stato bello poter regalare loro anche un solo abbraccio di conforto che erano palesemente contenti d ricevere.”

GivetheBeat: la terapia intensivao

Il periodo post operatorio è stato emotivamente difficile da affrontare per Susan e Milena.

L’impatto con la terapia intensiva è stato certamente molto più forte rispetto a quello della sala operatoria, infatti vedere quei bambini che fino al giorno prima giocavano con noi e poi erano lì sofferenti mi faceva tenerezza e tristezza. Allo stesso tempo, però, li guardavo, e sapendo che comunque la loro situazione era stabile, pensavo che erano bambini “fortunati” perché erano appena stati salvati” – ci ha raccontato Milena

“Gioia tenerezza e commozione. Gioia nel vedere che il primo step (l’operazione) era stato superato. Tenerezza e commozione nel vedere i bambini cosi indifesi in quei letti. Sinceramente a tratti ho provato anche paura perché era una fase delicata e quindi mentre li guardavo non vedevo l’ora che si svegliassero per poterli vedere sorridere come prima dell’intervento” – ha concluso Susan

GivetheBeat: il sorriso nel cuore

L’esperienza appena termina in Cambogia ha lasciaro a Milena

tanto amore sia delle famiglie verso i loro bimbi sia dei medici volontari che l’hanno davvero lasciata senza parole.

“Vedere questi medici che dopo un’intera giornata di lavoro mangiavano velocemente e passavano prima di coricarsi in ospedale per controllare che tutto fosse a posto era veramente lodevole. Io sono fiera di aver fatto parte di questa missione con questo splendido team di medici.

Susan ha aggiunto che “porterà per sempre nel cuore i sorrisi di questi bambini… prima e dopo l’intervento… così grati, cosi gioiosi e pieni di vita anche con un cuoricino malato… bambini cosi felici nel ricevere semplicemente un lecca lecca e o un palloncino o avere qualcuno che presti loro attenzione giocando… cose semplici che noi spesso non sappiamo apprezzare perché pensiamo a ciò che non abbiamo invece di apprezzare ciò che siamo fortunati ad avere. 

Mi sono portata a casa anche la concretizzazione di un concetto ben preciso che avevo dentro anche prima di partire e che quindi ho subito cercato di divulgare il più possibile: la raccolta di fondi è importante perché ho potuto vedere con i miei occhi come i 10 euro o 20 euro donati, a noi non cambiano la vita ma, messi insieme alle altre donazioni, possono ridare una vita sana a questi bambini e ragazzi meno fortunati di noi, e che in alcuni casi possono addirittura garantire loro il battito del cuore per sempre, perché senza l’intervento rischierebbero la morte.”


Fondazione Mediolanum Onlus per #GivetheBeat: non fermiamoci qui

Ringraziamo di cuore Milena e Susan per aver partecipato con noi alla missione in Cambogia e per la loro emozionante testimonianza. Ringraziamo Fondazione Mediolanum Onlus, che ha scelto di essere al nostro fianco ancora una volta per salvare la vita dei bambini cardiopatici che nascono nei Paesi più poveri.


È ripartita la campagna di crowdfunding #GivetheBeat , aiutaci anche tu a salvare 53 bambini gravemente cardiopartici:  https://www.retedeldono.it/it/givethebeat18