Philanthropy Day: la teoria del cambiamento

25 ottobre 2018 di Arianna Nobili | tag: , , ,

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Si è conclusa oggi la sesta edizione del Philanthropy Day, la giornata dedicata ai più innovativi strumenti per una nuova filantropia, promossa da Fondazione Lang Italia.

L’evento si è svolto a Palazzo Clerici a Milano.

Samuela Castellotti

Tra i relatori anche Samuela Castellotti, European Partnership Manager e Giulia Albano, International Health Program Manager di Mission Bambini che hanno raccontato,  durante la tavola rotonda, di come sia stata utile la Teoria del Cambiamento (ToC) per sviluppare e migliorare il progetto sui NEET e su Cuore di Bimbi che la Fondazione porta avanti.

Teoria del Cambiamento: di cosa si tratta?

La Teoria del Cambiamento è uno strumento prezioso per progettare e valutare gli interventi sociali in modo da rispondere efficacemente ai bisogni.

E’ stata definita come “la descrizione di una sequenza di eventi che dovrebbe portare ad un particolare risultato desiderato, una catena causale che collega le risorse alle attività, le attività alle realizzazioni (output), le realizzazioni ai risultati (outcome) e i risultati ai cambiamenti (impact)“.

Si tratta di un processo rigoroso e partecipativo nel quale diversi gruppi di stakeholder  nel corso di una pianificazione articolano i loro obiettivi di lungo termine e identificano le condizioni che reputano debbano  dispiegarsi per raggiungere tali obiettivi.

Il percorso si sviluppa a partire dalla domanda “quale cambiamento di medio lungo periodo vogliamo raggiungere” e “quali sono le pre condizioni migliori per ottenerlo?”

Per fare ciò occorre conoscere il problema e il suo contesto, individuare obiettivi chiari e realistici, conoscere le risorse da utilizzare per raggiungerli sapendo che i temi sociali hanno contesti complessi, con cause multilivello. Occorre capire perché una strategia funziona e porta ad un cambiamento, mentre un’altra no.

Giulia Albano

Giulia  Albano ha raccontato, durante la tavola rotonda,  “come la Toc sia stata utile per focalizzarsi meglio, per mettere ordine nel progetto Cuore di Bimbi, sviluppando indicatori di misurazione ancora più accurati e articolati per poter misurare l’impatto del programma.”

Samuela Castellotti invece ha spiegato come sia importante ridisegnare con maggior efficacia i risultati attesi del progetto e garantire continuità e sostenibilità.   “La Teoria del Cambiamento sul fenomeno NEET (giovani che non studiano e non lavorano)  ci ha permesso di individuare azioni mirate per “intercettare, ingaggiare e attivare” i ragazzi (modello IEAP, Intercept Engage Activate with Passion).

Mission Bambini nel ruolo di supervisore del progetto, si è attivata per ricercare partner tecnici e finanziari, oltre che per gestire direttamente le azioni.”

Alla giornata hanno preso parte  relatori nazionali ed internazionali che si sono confrontati sulla nuova frontiera del fare filantropia in modo efficace e misurabile. L’occasione è stata utile per avviare un più stretto networking tra i diversi soggetti impegnati.