Progetto Nove+: Barbara e la Finestra d’Amicizia

25 giugno 2018 di Arianna Nobili | tag: ,

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Barbara Anibaldi lavora in Fondazione Monserrate, uno dei 15 partner del Progetto Nove+, fin da quando, neolaureata in legge, ha capito di volere mettere da parte il Diritto per il mondo della cooperazione internazionale. Si occupa dello Sportello “Finestra d’Amicizia” e ha voluto condividere con noi la sua esperienza di fundraiser.

Progetto Nove+: Barbara e l’esperenza del crowdfunding

Barbara Anibaldi nella foto scattata dalla figlia Viola per il Progetto Nove+

“L’unica difficoltà che ho incontrato – ci racconta Barbara – è stata forse quella di “metterci la faccia”, ossia decidere di esporsi vincendo la mia personale reticenza a chiedere (favori, aiuti, in questo caso donazioni): un enorme difetto per un fundraiser! Ma mia figlia Viola, 8 anni, mentre mi scattava la foto per la copertina convincendomi che ero “davvero bellissima”, mi ha ricordato con semplici parole di bambina che vale la pena vincere sciocchi pudori se in ballo c’è un progetto serio e effettivamente utile.”

Progetto Nove+: La Finestra d’Amicizia

I fondi raccolti attraverso la raccolta su Rete del Dono, come ci ha spiegato Barbara, sono per il sostegno della a Finestra d’Amicizia di Fondazione Monserrate che da 10 anni opera a Milano, in Zona 9, dove è presente con uno Sportello territoriale e con Sportelli scolastici in moltissime scuole. Nelle scuole si rivolge a studenti, famiglie e docenti per dare informazioni, offrire supporto a situazioni di difficoltà, favorire la relazione scuola-famiglia, combattere la dispersione scolastica, facilitare l’inclusione di cittadini stranieri, prevenire marginalità ed esclusione, ma anche aiutare la scuola in occasione dei colloqui con genitori stranieri attraverso il personale madrelingua che è stato formato per offrire mediazione culturale e non solo traduzione.

Progetto Nove+: Empowerment point

“Ogni 2 sabati poi,  presso la Parrocchia di San Nicola in Dergano, – prosegue Barbara – la Finestra d’Amicizia diventa un vero “Empowerment Point”: dove le persone portano non solo i loro bisogni e le loro difficoltà, ma la loro storia, il loro desideri e la voglia che, aldilà delle situazioni difficili, hanno ancora di mettersi in gioco. Gli operatori formati di Monserrate accolgono, ascoltano, aiutano le numerose famiglie e persone immigrate – ma non mancano anche gli italiani – che chiedono un aiuto che va dal semplice espletamento di pratiche burocratiche a bisogni più complessi, spesso drammatici.

Progetto Nove+: un ambiente famigliare

Nonostante le numerose difficoltà nella Finestra d’Amicizia si respira un clima semplice, di amicizia – appunto! – e di dialogo, anche se alle spalle di questa semplicità c’è il costante lavoro di una equipe multidisciplinare che può contare sulle competenze specifiche dei suoi componenti (psicologa, psicoterapeuta, mediatori, assistenti sociali, operatori nel campo della cooperazione internazionale), assolutamente necessarie perché questo aiuto sia efficace ed efficiente.

Ciò che rende la Finestra d’amicizia un’esperienza significativa di inclusione sociale è l’importanza centrale che assumono le relazioni: a partire dai bisogni portati, gli operatori costruiscono percorsi di aiuto insieme alle persone, restituendo loro la possibilità di poter agire sulle proprie vite e facendo emergere nuove occasioni e soluzioni.

Progetto Nove+: il consiglio sulla raccolta fondi online

L’esperienza di Barbara con il crowdfunding su Rete del Dono è stata positiva, in quanto consente alle organizzazioni di coinvolgere più facilmente una moltitudine di persone difficilmente raggiungibile con altri canali permettendo la promozione e la diffusione dei diversi progetti.

C’è tempo fino al 30 giugno per sostenere il progetto di Barbara e quello di tutti gli altri fundraiser, scoprili tutti!

 

Nove+ è un progetto di welfare comunitario che nasce per contrastare la dispersione scolastica e l’emarginazione sociale nella zona 9 di Milano.
Promosso dalla Fondazione Mission Bambini con altri 15 partner è sostenuto da Fondazione Cariplo.