SOS Povertà in Italia: la storia di Lena e dei suoi bambini

2 agosto 2018 di Arianna Nobili | tag: , , , , ,

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C’è una grave emergenza in corso e ci riguarda da vicino: è SOS Povertà in Italia! Oltre 1 milione di bambini vivono in condizioni di estrema povertà. Le loro famiglie non riescono a provvedere ai loro bisogni.

Molto spesso sono famiglie monoparentali, in cui c’è solo il papà o la mamma, che vivono in condizione di grande difficoltà a a rischio emarginazione sociale. Hanno bisogno di un aiuto concreto per provvedere ai propri bimbi, perchè da soli non ce la fanno. Come nel caso di Lena*, una donna marocchina di 31 anni. E’ venuta a Milano con il marito ancora giovanissima, con la speranza di una vita migliore per sé e per la sua famiglia.

Suo marito ha trovato un lavoro che lo fa stare fuori casa fino a sera, e lei, per la loro religione deve aspettarlo in casa per tutto il giorno.

La nascita del primo bambino

Quando arriva il primo bambino in ospedale le dicono che c’è qualcosa che non va, i valori delle prove di valutazione che hanno fatto sono bassi, ma lei capisce poco l’italiano, parla suo marito che si spazientisce e decide di non approfondire.

Quando Lena aspetta il secondo figlio iniziano gli episodi di violenza: il marito ha perso il lavoro e spesso beve, a volte la schiaffeggia.

L’arrivo del secondo bambino e gli episodi di violenza

Con la nascita del secondo figlio gli episodi di violenza domestica non si nascondono: urla, grida, schiaffi, calci e spintoni sono quasi una routine, sia per la mamma che per i bimbi piccoli, che assistono sempre a tutto. Qualcuno chiama la polizia, arrivano gli assistenti sociali e Lena si trova con molta fatica e tristezza nel cuore in una comunità di accoglienza per mamme e bambini.

L’inserimento in comunità e al nido

In comunità le dicono che il suo bambino più grande, che ha 2 anni e qualche mese, potrebbe essere inserito al nido con gli altri bambini. Il suo bimbo però sembra avere uno sviluppo un po’ rallentato, ma Lena non ne parla con nessuno.

L’inserimento al nido viene fatto con le educatrici, la mamma e l’educatrice della comunità che accompagna Lena nel suo percorso di sostegno. Nel giro di qualche mese il bambino fa enormi progressi: si relaziona abbastanza con gli altri, anche se non sempre nel modo corretto, mangia da solo, gioca con i suoi giochi preferiti e sembra aver appreso le routine del nido.

C’è qualcosa che non va nello sviluppo del bambino: lo vede anche Lena ma non sa cosa dire. Iniziano degli incontri protetti con la coordinatrice del nido, Lena e l’educatrice che segue la famiglia. Sembra che il bambino abbia delle difficoltà a relazionarsi in modo adeguato con gli altri, non parla ancora e a volte non sembra comprendere. Dopo controlli e visite presso un ospedale specialistico viene data la diagnosi alla madre. Da li, è offerto a Lena un sostegno alla genitorialità da parte del nido e della comunità sia per accettare la situazione che per affrontare quello che verrà.

Il coraggio di andare avanti

Lena affronta la difficoltà supportata sia in comunità che al nido: vengono individuate figure di supporto che potranno occuparsi del bambino individualmente, mentre continua il suo percorso scolastico. Anche il secondo bambino, inizia a frequentare la giornata del nido e anche su di lui nei mesi successivi si vedono miglioramenti.

SOS Povertà in Italia: la storia di Lena, una delle tante mamme oggi in difficoltà

La storia di Lena e dei suoi bambini è solo una delle tante che si possono incontrare presso il Centro Tuendelee, una comunità mamma-bambino che ospita tante mamme sole, senza lavoro e con alle spalle storie difficili in cui è inserito il micronido Bibì&Bibò, sostenuto da Mission Bambini e che accoglie i bambini di Lena.

L’impegno di Mission Bambini sulla Povertà in Italia

Mission Bambini si occupa di educazione per la prima infanzia in Italia da oltre 10 anni, quando i nidi nel nostro Paese erano pochi, meno di oggi. Con la crisi economica, il problema è diventato sempre più quello di rendere accessibili i posti esistenti, offrendo un aiuto concreto alle famiglie più fragili con rette e servizio mensa gratuito o agevolato e con la fornitura di beni essenziali come latte in polvere, pappe, pannolini, scarpe, vestiti, assistenza psico-sociale.

Il nido di Melzo ha bisogno di aiuto per poter accogliere altri bambini

Il nido di Melzo in cui sono accolti i bambini di Lena ha bisogno di importanti lavori di ristrutturazione: vogliamo approfittare del periodo estivo per eseguirli e far sì che possa riaprire a settembre, potendo accogliere gratuitamente un numero più elevato di bambini in difficoltà, dando loro ogni giorno l’aiuto di cui necessitano.

I lavori sono iniziati, ma abbiamo bisogno di aiuto per portarli a termine, perchè tanti bimbi come i figli di Lena, possano continuare ad essere aiutati.

°Il nome e l’immagine sono stati modificati per rispettare la privacy delle persone coinvolte nella storia.

Guarda le foto del nido di Melzo con l’avanzamento dei lavori:

Per info e aiuti: missionbambini.org/sos-poverta-italia